Contributi – Cirinnà: quali sono i limiti del desiderio femminile?

Inizia una settimana decisiva per il ddl Cirinnà che vede avvicinarsi il voto finale del Senato. La settimana scorsa avevamo ospitato una aperta lettera di Alessandra Bocchetti alla deputata Pd Emma Fattorini che risponde spiegando i suoi “no” da femminista

di Emma Fattorini, 27esimaora.corriere.it, 15 febbraio 2016

E così anche tu, cara Alessandra, hai creduto a questo ritratto che mi hanno cucito addosso di strega cattiva, che sacrifica i bambini, i bambini “in carne ed ossa”, all’altare della morale. Dimostrando, dici di non avere l’intelligenza del cuore. Di tutte le accuse è quella che ferisce di più. Che va nel profondo, come sanno tutti i tribunali delle coscienze. Prima di difendermi, ti chiederei la pazienza di leggere (lo so che sono pallose, le leggi sono fredde) con cuore aperto, alcuni degli innumerevoli, troppi, interventi che ho fatto, in aula, in rete, su tanti giornali, sono facili da trovare. Non fermarti alle versioni che polarizzano i buoni contro i cattivi lasciando pochissimo spazio a chi vuole ragionare.
E allora sono sicura che vedresti bene che la tutela dei bambini, i loro diritti è assoluta ( come è naturale perché è dei bambini avere diritti e degli adulti avere dei doveri). Io non voglio togliere nessun diritto ai bambini. Questa accusa è feroce e, insieme molto triste, perché ancora una volta usa estrumentalizza i bambini. E, cara Alessandra, non credo assolutamente che tu lo voglia fare. Hai visto quale incattivimento, falsificazione, slittamento di piani, delegittimazione reciproca, e via elencando fino alla crudeltà e al trash, quale scadimento morale e intellettuale? Perché siamo arrivati a questo punto? Per tante ragioni ma non ultimo perché per troppo tempo la politica non ha saputo dare i giusti diritti.
Ma veniamo a noi. Nel mio piccolo, mi chiedo perché ci sia bisogno di raffigurarmi come strega cattiva. Quando ho cominciato a occuparmi di questa legge  (il ddl Cirinnà, ndr) – nata male, cresciuta peggio e che ora rischia, se non ne abbiamo cura, se non si fanno mediazioni, che non le diano i numeri per farla passare,- l’ultima cosa che avrei pensato è che sarei diventata la strega. Ero, mossa, pensa un po’, solo dalla volontà di trovare un’intesa tra posizioni che sembravano sì un po’ diverse ma non così furiose, da mettere ora persino a rischio il risultato.

Certo che ricordo, e con nostalgia, le nostre giovinezze appassionate e onnipotenti al centro Virginia Woolf. Ricordo uno dei miei primi corsi, di cui parlammo insieme, cara Alessandra, proprio sul desiderio femminile, sulla mistica come desiderio smisurato, fusionale e mistico, sull’indefinito desiderante, sul crinale tra Teresa d’Avila e Lacan. Ci ripenso quando leggo, oggi, sotto l‘etichetta di nomi strani di desiderio diffuso, di desiderio senza un oggetto definito (ah! che direbbero Lacan e la Klein di allora !!).

Segue qui:

 

http://27esimaora.corriere.it/articolo/cirinna-quali-sono-i-limitidel-desiderio-femminile/

 

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One thought on “Contributi – Cirinnà: quali sono i limiti del desiderio femminile?

  1. Mariella Beduschi ha detto:

    La bellezza del limite si e’ persa ,il desiderio e’stato commercializzato “usa e getta” ma mai come in questo momento e’necessario ritornare a cio’ che e’ andato perso.

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