Un tentativo di dialogo: Fachinelli e Pasolini nel 1974

«Dall’età dell’innocenza siamo passati all’età della corruzione», affermava Pier Paolo Pasolini in un’intervista del 1973. Una dicotomia efficace, ma semplicistica. Così almeno apparve al grande psicoanalista Elvio Fachinelli – di cui in questi giorni arriva in libreria per i tipi di DeriveApprodi la raccolta di scritti “Al cuore delle cose”. Poteva essere l’inizio di un dialogo, ma l’isolamento pasoliniano ebbe la meglio

di Dario Borso, vita.it, 6 marzo 2016

L’11 gennaio 1974 lo psicanalista Elvio Fachinelli scrisse una lettera a Pier Paolo Pasolini dopo aver letto sull’«Espresso» il resoconto di una polemica con Edoardo Sanguineti, che iniziava con brani del pasoliniano Sfida ai dirigenti della Rai apparso sul «Corriere della sera» del 9 dicembre precedente: «Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il Fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta… Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata… Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo Potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana… Fino a pochi anni fa, i sottoproletari rispettavano la cultura, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà, ora cominciano a vergognarsi della loro ignoranza, abiurano dal proprio modello culturale».

Il giornalista citava poi altri bani della replica sanguinetiana apparsa su «Paese sera» del 27 dicembre: «Sono proprio dei cafoni, i sottoproletari dei nostri tempi! Perduta la splendida “rozzezza” di un tempo, non hanno più soggezione per il latinorum del signor curato… Felici gli analfabeti d’una volta che erano analfabeti veri, interi, tutti come si deve, tutti con il “mistero”, zitti, ordinati e contenti, con l’Eiar e il Dopolavoro… Marx però era stato assai poco sensibile alla “irripetibile bellezza contadina”, la quale aveva anzi sbugiardato come “sfruttamento mascherato di illusioni religiose e politiche”».

Infine, riportava un’esternazione di Pasolini: «Il fascismo non disponeva altro che della Chiesa, della retorica e delle squadre d’azione, per piegare al suo volere il popolo italiano… Ma questi qui hanno la televisione, che raggiunge tutti. Cosa ne sa Sanguineti, vissuto tra il salotto e la scuola, della vita popolare? Lo sapevamo gente come me, Penna, Comisso, esplosi fuori dal bozzolo borghese, esclusi, reietti, costretti a non vivere se non confusi dentro il popolo, nascosti dentro la sua oscura, anonima protezione. Sì, la vita popolare d’allora era più felice, perché così appartata che neppure il fascismo riusciva del tutto a contaminarla».

Segue qui:

http://www.vita.it/it/article/2016/03/06/un-tentativo-di-dialogo-fachinelli-e-pasolini-nel-1974/138534/

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...