Maiolo: “I bamboccioni… si diventa”

Si resta «puer» o «bambocci» quando prevale qualcuno che dà soddisfazione ai bisogni ancor prima di averli e di manifestarli

di Giuseppe Maiolo, ladigetto.it, 13 marzo 2016

C’è un termine che, pronunciato qualche tempo fa da un politico, ha suscitato subito scalpore e irritazione al punto tale che è immediatamente divenuto impopolare: è la parola bamboccione. Per la verità non è un bel vocabolo, tantomeno rappresentativo (come vorrebbe essere) di una generazione. È solamente espressivo ed evocativo. Fa venire in mente uno di quei bambolotti che usano i piccoli per giocare e divertirsi. Pacioccone, morbido e tenerone, quel giocattolo che un tempo era anche chiamato cicciobello è servito come metaforica per alludere ai nostri giovani, a quegli adolescenti del nostro tempo che sembra non crescano mai. Ragazzi o giovani adulti che a lungo coccolati dalle nostre mille attenzioni, iperprotetti e difesi ad oltranza da genitori ansiosi e preoccupati, appaiono intenzionati a non andarsene mai di casa.

Segue qui:

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