Contributi – Gli orrori della guerra e il “metodo” gandhiano: un saggio di Massimo Di Forti

di Renato Minore, spettacoliecultura.ilmessaggero.it, 27 marzo 2016

Ci sono saggi che tendono naturalmente a essere bulimici, l’una o al massimo le due idee su cui sono stati costruiti tendono a diluirsi, smozzicarsi, ripetersi fino alle due- trecento, ipertrofiche, pagine, fidando sull’efficacia della ridondanza, sul potere moltiplicatorio di una assai modesta dotazione di partenza. “Un futuro senza nemici” è di tutt’altra stoffa: il suo autore, Massimo Di Forti, giornalista culturale di razza, firma del nostro giornale che i lettori da anni ben conoscono, come saggista è asciutto, concentrato, anche essenziale mentre infilza come con uno spillo le sue idee.
Spinto dalla natura di lettore onnivoro di scienza, arte, psicoanalisi, filosofia , economia, massmediologia, va a segno e queste (molte) idee con cui alimenta “Un futuro senza nemici” sono intelligentemente miniaturizzate in un’ottantina di dense pagine. E lì, in quel format scandito in nove capitoli assai simmetrici, trovano la pista giusta in cui ognuna è chiamata a una performance d’eccellenza con interrogativi e scenari di discussione e dibattito che rendono assai viva la lettura , trascinata dalla passione e dalla competenza di chi l’ha scritto, per nulla improvvisata, di lungo corso.

Segue qui:

http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/libri/massimo_di_forti_orrori_della_guerra_libro-1635483.html

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