Questo blog chiude. ecco l’ultimo post: psicanalisi o psicoterapia?

di Marco Cavani, posta-del-cuore-d.blogautore.repubblica.it, 29 marzo 2016

Del disagio psichico si fanno carico sia la psicanalisi, sia le psicoterapie.
Fra le due pratiche, però, c’è un’enorme differenza.
Lo psicoterapeuta crede che ci si possa promuovere padroni del sapere e si possa intervenire con il senso a puntellare l’identificazione del soggetto. Insomma: quando il soggetto è dilaniato dal sintomo, il terapeuta si autorizza a essere colui che ha le chiavi dell’interpretazione, e spaccia quindi come senso universale il particolare taglio che dà lui alle cose. Operazione che in certi casi può procurare un effetto immediato ma effimero di sollievo.
Vediamo ora l’approccio psicanalitico. La psicanalisi evita accuratamente d’imboccare la strada del senso, perché è una strada che non finisce mai: si potrà sempre aggiungere altro senso al senso. Il senso è un oceano. E prima o poi i sintomi torneranno a galla.
Lo psicoterapeuta utilizza dosi massicce di suggestione: deve far passare il messaggio che il padrone del senso è lui. Mentre la psicoterapia lavora sul senso, la psicanalisi lavora sul godimento. Lo psicanalista si limita, cioè, a far capire che il sintomo è il godimento (seppur infernale) del soggetto. Meglio ancora: che il sintomo rappresenta l’unico strumento in dotazione al soggetto per recuperare il godimento (se vi è oscuro il concetto di godimento, provate a pensare alla simbiosi figlio-mamma da quando siamo nel grembo fino a quando cominciamo a parlare). Quando cominciamo a parlare il godimento è andato perduto, ma nella perdita qualcosa viene recuperato: il sintomo, appunto. Ciò che appare disfunzionale – il sintomo – è invece funzionale a colmare la perdita. La psicanalisi, dunque, non aggiunge altro senso al senso, ma cerca la causa del senso. Cominciando a parlare, il godimento si perde – qualcosa si pietrifica – e il sintomo, stampatevelo nella mente, non è altro che il nostro tentativo di recuperare quel godimento perduto.
Un’altra differenza: le psicoterapie sono infinite, mentre la psicanalisi arriva a un punto finale. “Parlate e starete meglio”, dice la psicoterapia. La parola diluirebbe dunque il peso del trauma, a sentire il terapeuta.
Segue qui:

http://posta-del-cuore-d.blogautore.repubblica.it/2016/03/29/ultimo-post-psicanalisi-o-psicoterapia/

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