Maiolo: “La comunicazione dei nativi digitali”

Se la condivisione si è ridotta ad un click, la sfida è educativa: il rischio è che le nuove generazioni digitali finiscano in una specie di «autismo» ambientale

di Giuseppe Maiolo, ladigetto.it, 19 aprile 2016

Fino a 12 ore al giorno connessi in rete. Secondo alcune ricerche, sono i nuovi adolescenti di questo nostro tempo digitale. Le loro comunicazioni passano ormai in maniera quasi esclusiva attraverso i Social o WhatsApp e il fenomeno, al di là di ogni considerazione, si annuncia come un epocale cambiamento dei comportamenti e delle modalità di interazione. I nativi digitali, come li ha chiamati lo studioso americano Marc Prensky, benché abbiano la possibilità di sviluppare più ampie competenze mentali e capacità creative e di effettivo multitasking, rischiano d’altro canto più fragilità e vulnerabilità emotiva. La comunicazione digitale, ad esempio, non trasmette emozioni e invece assottiglia in maniera preoccupante l’empatia, che è la capacità di sentire dal di dentro quello che prova l’altro. Un giovane che sta su Facebook oggi è convinto non solo di avere degli amici «veri» che conosce, ma chattando ritiene anche di conversare con un’altra persona come accade nella vita reale.

Segue qui:

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