Identità femminile? Luce Irigaray

di Francesca Bolino, il-volo-della-mente-d.blogautore.repubblica.it, 20 aprile 2016

Luce Irigaray. Brano da Corpo a corpo con la madre (In sessi e genealogie, Baldini e Castoldi)

La riflessione di Luce Irigaray è molto importante poiché ha contribuito notevolmente a illuminare il processo di formazione dell’identità sessuale femminile. Freud vede nel rapporto madre e figlio/a una “fusionalità” che deve essere superata attraverso il distacco traumatico dalla madre. Come sappiamo, per Freud, se ciò non dovesse verificarsi, i figli non si evolverebbero. Le studiose femministe – in questo Irigaray ha dato non solo un colpo mortale alle teorie freudiane ma ha anche messo in luce una via diversa per accedere alla costruzione dell’identità – sostengono invece che nel rapporto con la madre non vi è fusionalità ma relazionalità. Con questo si intende dire che non c’è bisogno alcuno di operare un taglio netto con la madre poiché il rapporto duale madre-figlio/a ha luogo tra due esseri distinti, ma in connessione! Nel brano che vi propongo oggi Irigaray mette dunque in contrapposizione all’uccisione del padre (fondamento della civiltà) quello della madre. “La rimozione del materno ha come conseguenza la cancellazione della genealogia madre-figlia a favore della genealogia padre-figlio. Se questo corpo a corpo con la madre potesse aver luogo, allora potrebbe dispiegarsi il desiderio femminile, capace di scalzare la legge del padre” afferma Aida Ribero.

Corpo a corpo con la madre

 “Quanto a noi, è urgente che ci rifiutiamo di sottometterci ad un ruolo sociale de/soggettivato, quello di madre, richiesto da un ordine sottoposto alla divisione del lavoro – produttore/riproduttrici – che ci chiude in una semplice funzione. E’ mai stato chiesto ai padri di rinunciare ad essere uomini? cittadini? Non dobbiamo rinunciare ad essere donne per essere madri. E’ necessario anche che noi scopriamo ed affermiamo che siamo sempre madri dal momento che siamo donne. Mettiamo al mondo qualcosa di diverso dai figli, generiamo qualcosa che non è il bambino: amore, desiderio, linguaggio, arte, società, politica, religione, ecc. Ma questa creazione da secoli ci è stata vietata e bisogna che noi ci riappropriamo questa dimensione materna che ci appartiene in quanto donne.

Segue qui:

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