“Iris”, se le favole sono una bussola per ritrovare noi stessi

di Wanda Valli, repubblica.it, 22 aprile 2016

In fondo un libro di favole è una bussola. Che ci guida a ritrovar noi stessi, quell’io bambino che consente i sorrisi e la speranza. Così come le fiabe non sono soltanto una realtà magica e immaginata, non sono quello che Massimo Recalcati, psicoanalista e scrittore, definisce “la costruzione di un mondo parallelo” perché tutti i personaggi vengono dal reale. Così Francesco Bollorino, docente di Psichiatria all’Università di Genova, ha scelto di affidare alle fiabe un racconto del suo mondo immaginifico che, però, ha al centro l’amore. Che sia quello della fata “Iris” per il Sole, o il desiderio del Cerino di essere finalmente acceso dopo lustri di abbandono in una scatola buttata in una credenza. E’ forse il suo modo per staccare o meglio compensare la realtà che la psicoanalisi mette di fronte a chi l’ha scelta per capire la complessità di menti e animi. Da dove nasca la passione di Francesco Bollorino per le fiabe, non si sa, ma si intuisce. Può essere la voglia di usarla per ritemprare l’uomo, e lui stesso, può essere il desiderio di far specchiare nei racconti luci, cieli, immagini di una città, Genova e di una terra, la Liguria, che lui ama. Così nasce “Iris” (Alpes editore), manuale breve di fiabe introdotto da Massimo Recalcati e con la post fazione o meglio “la guida ragionata a una seconda lettura” di Roberto Maragliano e Santis Thanopulos

Segue qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/04/22/iris-se-le-favole-sono-una-bussola-per-ritrovare-noi-stessiGenova17.html?ref=search

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