Galimberti, Pisseri: “Non è l’anatomia a rendere capaci di fare i genitori”

La differenza sessuale garantisce la salute psichica dei figli? Non si direbbe…

di Umberto Galimebrti, Pasquale Pisseri, D Repubblica, 30 aprile 2016

A costo di apparire omofobo, avrei qualche perplessità, non certo sulla stepchild adoption, che sarebbe sicuramente umano consentire, ma sul problema generale dei genitori gay. La letteratura scientifica non è poi così concorde sul problema: è variegata e gronda di reciproche accuse di parzialità, bias ideologico, insufficienze metodologiche. Sul piano teorico, che dire? Mentre sul piano somatico le differenze fra maschio e femmina sono evidenti, lo stesso non si può dire su quello personologico. Molto rozzamente, per semplificare: nella femminilità prevale la dimensione accoglienza e nella mascolinità quella normativa e “castrante”? Vedi il concetto lacaniano di “nome del padre” come principio del “no” e della separazione; oppure il discorso di Fornari su codici paterno e materno. Andrei comunque cauto nell’asserire che la capacità di garantire queste indispensabili funzioni è indipendente dal sesso e genere somatico. Più in generale: sostenere l’ininfluenza del soma non significa sostenere una netta scissione fra esso e la mente, quasi un ritorno a un concetto di anima indipendente dal corpo in un’ottica vagamente neoplatonica? Tutto ciò, proprio mentre le neuroscienze promettono di ridurre lo iato fra queste due realtà?
pasqualepisseri@alice.it.

Ora che le decisioni sono state prese e il clima su questo tema non è più infuocato, approfitto della sua lettera garbata e argomentata per tornare sul tema delle adozioni, discutendo in termini “quasi scientifici”, dal momento che la psicoanalisi a cui lei fa riferimento non è una scienza, e le neuroscienze sanno ancora troppo poco dell’anima e anche, se mi permette, del corpo. La separazione dell’anima dal corpo è stata inaugurata da Platone per giungere a conoscenze universali e valide per tutti, a cui non era possibile pervenire se ci si fosse regolati unicamente sulle informazioni provenienti dai sensi corporei, essendo queste informazioni diverse da individuo a individuo, e nel corso della vita dello stesso individuo.

Segue qui:

http://d.repubblica.it/dmemory/2016/04/30/lettere/rispondeumbertogalimberti/130lette20160430691300130.html

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