La psicologia come religione: solo credendoci qualcosa può cambiare

di Luciano Casolari, ilfattoquotidiano.it, 10 maggio 2016

Ieri sono andato a un seminario ove un collega ha descritto e raccontato le emozioni provate durante una delle ultime sedute di una psicoanalisi. Non racconterò, per esigenza di spazio, tutta la seduta ma la sensazione di paura, angoscia e soprattutto di mancanza che emergeva. Il paziente credente sentiva in quel momento della sua vita un vuoto di fede e anche l’analista, pur agnostico da anni, ha avvertito fisicamente del gelo e la sensazione di solitudine. Come se Dio se ne fosse andato e li avesse lasciati soli. La fine di una psicoterapia è sempre un momento difficile sia per il paziente che per il terapeuta. Molte domande affollano la mente. Ce la farò? Sono guarito? Si chiede il paziente. Anche lo psicoterapeuta, pur avendo avuto esperienze analoghe che lo confortano, tra le quali la sua personale analisi, è dubbioso. Avrò fatto tutto quello che potevo e dovevo?

Segue qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/10/la-psicologia-come-religione-solo-credendoci-qualcosa-puo-cambiare/2707222/

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