ENZO BIANCHI: «NEANCHE GLI UOMINI RELIGIOSI HANNO CAPITO LA MISERICORDIA DI DIO»

Al Salone del libro di Torino il priore della Comunità di Bose dialoga con Massimo Recalcati sul suo ultimo libro e dice: «Nella storia della Chiesa la misericordia è stata interpretata esattamente all’opposto di come l’ha messa in pratica in Gesù. Ecco perché è uno scandalo e una follia»

di Antonio Sanfrancesco, famigliacrisitana.it, 15 maggio 2016

La misericordia è qualcosa di scandaloso, folle persino per la logica umana. Non di rado, nel corso della storia e all’interno della Chiesa, è stata interpretata esattamente all’opposto da come l’ha messa in pratica Gesù con la donna adultera che scribi e farisei volevano lapidare. Enzo Bianchi parla con la verve dell’uomo appassionato. Cita i Vangeli, la festa ebraica dello Yom Kippur, il profeta Osea e il mistico russo Silvano del Monte Athos. Al Salone del Libro di Torino dialoga con lo psicanalistaMassimo Recalcati partendo dal suo ultimo libro L’amore scandaloso di Dio (San Paolo, 144 pp. € 7,99).
Il Priore della Comunità di Bose sottolinea il senso paradossale della misericordia: «Non è il pentimento che crea il perdono», spiega, «ma il perdono che ci viene dato che provoca il pentimento». Questo è possibile grazie alla «forza asimmetrica», come la definisce Recalcati, del perdono: «Non perdono l’altro perché si pente ma lo perdono perché questo gesto apre allo scenario inedito del pentimento e permette a quell’uomo di ricominciare».

Nell’Auditorium del Lingotto gremito di gente un laico e un uomo di fede dialogano su una materia spinosissima e a tratti sembra un duetto di voce sola. «Nella mia esperienza di psicanalista», sottolinea Recalcati, «so bene che se c’è un’esperienza umana che più somiglia alla risurrezione, questa è l’esperienza di essere perdonati. Perché permette a chi è perdonato di continuare a vivere, gli offre un’altra chance, segna un nuovo inizio». Enzo Bianchi fa una premessa: «Il tema del perdono non mi appartiene né dall’infanzia, né dall’educazione cattolica. Fino a 30 anni ero rigorista, i miei modelli erano Giovanna d’Arco e Thomas Beckett». Poi l’incontro con il testo biblico e con quella affermazione, autenticamente scandalosa e rivoluzionaria, che il profeta Osea mette in bocca a Dio: “Misericordia io voglio e non sacrifici, la conoscenza di Dio più degli olocausti”». Bianchi spiega il senso di questa doppia affermazione: «Sacrifici e olocausti, concettualmente, vanno insieme e questo in fondo lo capiamo», scandisce, «più difficile da capire, perché radicalmente nuovo, è mettere insieme misericordia e conoscenza di Dio. Significa che Dio lo possiamo conoscere solo in un’esperienza passiva di misericordia, di amore e di riconciliazione, altrimenti diventa un idolo che ci fabbrichiamo su misura, il prodotto delle nostre proiezioni. L’inferno per l’uomo, per ognuno di noi, è non essere perdonati da nessuno».

Segue qui:

http://www.famigliacristiana.it/articolo/enzo-bianchi-la-misericordia-e-uno-scandalo-che-gli-uomini-religiosi-non-hanno-capito.aspx

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