Thanopulos: “La norma e l’eccezione”

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto, 14 maggio 2016

Donald Trump, candidato quasi certo dei Repubblicani alla presidenza degli Stati Uniti, ha compreso la posta in gioco nell’elezione di Sadiq Khan, laburista di fede musulmana, a sindaco di Londra. Com’è noto, Trump ha messo al centro del suo programma elettorale l’impegno di bandire, temporaneamente, l’ingresso negli Stati Uniti a tutti i musulmani. Quando gli è stato chiesto cosa avrebbe fatto, una volta eletto, con Khan, che ha manifestato l’intenzione di visitare gli Stati Uniti, ha risposto: “Ci saranno sempre eccezioni”. Ha aggiunto che aveva visto con piacere l’elezione di Khan e gli augurava di fare un buon lavoro.
L’eccezione rappresentata dall’elezione di un musulmano alla testa di una delle più importanti capitali dell’Europa, funzionerà come conferma della norma -l’esclusione del diverso dal governo della comunità- o segnerà, invece, l’inizio di una sua irreversibile destabilizzazione? I populisti xenofobi optano consapevolmente per la prima cosa. Scindere gli stranieri integrabili, o già integrati, dalle folle degli immigrati che invadono tumultuosamente la terra dove il caso e la necessità li hanno gettati, consente di assimilare i primi ai propri modelli di chiusura verso l’altro e rinforzare l’argine nei confronti dei secondi.
Checché se ne pensi, la xenofobia o il razzismo non sono che debolmente associati al narcisismo delle differenze, piccole o grandi. Il colore della pelle, il modo di vestirsi, i costumi, i credi religiosi, i modi di pensare sono soltanto fattori facilitanti l’azione discriminante o puri pretesti. La radice del rigetto dell’altro è nella dissoluzione delle relazioni di scambio a favore dei rapporti di potere unilaterali, nel trionfo dell’arbitrio sulla libera circolazione del desiderio. Il rigetto non respinge il deviante, lo costituisce come tale: lo usa  come puro annesso della propria esistenza o, se questo non è possibile, lo fa sparire dalla propria vista. Annessione e espulsione vanno di pari passo: tutto quello che può servire all’ottundimento dei propri sensi è depredato con avidità e ciò che può risvegliarli è buttato via/ annientato.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/6253

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