Padre e madre, le diverse influenze genitoriali sui figli

Le dinamiche che si sviluppano in ambito familiare: «accoglienza» e «limite» parole chiave

di Raffaele Avico, lastampa.it, 14 giugno 2016

Si parla oggi, ovunque, di assenza di autorevolezza genitoriale, di difficoltà a gestire ragazzi apparentemente fuori controllo o in balia delle sostanze d’abuso (basti pensare al caso romano di omicidio effettuato da due ragazzi sotto effetto di cocaina e alcol), o ancora «perduti» nella dipendenza da Internet e dai Social. Esiste poi, a monte, il fenomeno preoccupante della dispersione scolastica, di quei ragazzi cioè che sembrano «perdersi per strada» lungo il percorso della scuola, senza un orizzonte di crescita chiaro.  Connessa a queste tematiche, la necessaria riflessione sul ruolo genitoriale. In ambito di psicoanalisi sentiamo spesso parlare di funzione del padre e funzione della madre. Quali sono, calate nella vita quotidiana, queste funzioni? Prendiamo la letteratura psicoanalitica e usiamo esempi concreti utili a farci un’idea di cosa si intenda con questi concetti. Nell’immagine popolare, la madre è quella che accoglie, il padre dovrà invece impostare i necessari «limiti».

Nello sviluppo del bambino sono indispensabili entrambi gli aspetti: servirà un senso di accoglienza e comunione, sia fisica che psichica (in gergo tecnico: handling e holding), così come sarà necessaria la tranquillità di una libertà confinata (cioè limitata, avente un «confine»).  In psicoanalisi spesso si discute sul concetto di limite: è veramente indispensabile alla salute psichica del bambino? Gli psicologi rispondono di sì, poiché una libertà senza confini si trasforma in caos confusivo e psicologicamente tossico per la sua crescita. E sarà la «funzione paterna», appunto, a dover porre questo limite/confine. Secondo uno dei padri della psicoanalisi attuale, Bion, sarà poi la stessa frustrazione prodotta da questo limite imposto al bambino, a creare in lui un desiderio di andare oltre e l’idea sul come farlo. La sua celebre massima «il pensiero nasce dalla frustrazione» ben sintetizza questo concetto.

Segue qui:

http://www.lastampa.it/2016/06/14/scienza/benessere/dovete-sapere/padre-e-madre-le-diverse-influenze-genitoriali-sui-figli-AjNUsGocVWGG3EkGQ4V6UO/pagina.html

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