Silva: “Tristezza british”

Brexit o no, poco cambia. All’Europa manca la vecchia e sacrosanta superbia di Londra

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 22 giugno 2016

Brexit? Remain? Sadness, tristezza, ecco la parola giusta, profonda tristezza che nemmeno il divino pallone può spazzare via, il cielo restando dubbioso, sconsolato. Chiunque giovedì vincerà, resterà la tristezza nei cuori, si percepirà la vittoria di Pirro, perché non basta un sì o un no per rallegrare gli animi, ci vorrebbe un nì che racchiuda in sé un mistero, un qualcosa di affascinante che ridia alla Gran Bretagna e all’Europa quell’anima che un tempo avevano e di cui ora sembrano volersi disfare come un ferro vecchio. Meglio Françoise Sagan, che con un sorriso saluta la tristezza e accoglie il dolore come un amico; viceversa, coloro che lottano per brexit e remain senza avere assaporato il nì del pensiero, il nì perfido e dolce di chi guarda lontano, si aggrappano a una rassicurante piccolezza. Che tristezza!

Quanto era giustamente superba Londra nell’immediato Dopoguerra, viva nonostante tutto. Si prese lo sfizio di regalare Churchill alle attenzioni di Onassis che sul panfilo Cristina lo copriva di premure. Quando perse le elezioni, Churchill non brontolò più di tanto, sapeva che la guerra l’avevano fatta tutti, e tanti erano i morti cui doverosamente sacrificare qualcosa di sé. Londra faceva la povera con grandissimo stile, i medici e le crocerossine inglesi che si erano prodigati nella guerra furono altrettanto dediti alla pace, nell’ombra dei grandi ospedali che allora erano un ritrovo dell’anima. Meravigliosa Londra degli anni Cinquanta ripiegata sulla propria grandezza, pochi uomini avevano liberato il cielo funestato dai bombardieri tedeschi e avevano salvato l’Impero, finché esplosero The Beatles e le minigonne, non più le donne e i giovanotti ma i ragazzi e le ragazze; si era entrati in un’altra epoca che tuttavia della Grande Bretagna conservava la grandezza appunto, perfino nel divertimento, facendo credere al mondo d’essere diventati geniali caciaroni. Dovette ricredersene, il mondo, quando la Thatcher con la sua flotta annichilì l’Argentina. Nessuno poteva pensare di offendere impunemente l’Impero, e la gente del Commonwealth fece la sua parte. Commonwealth, comune benessere, parola elegante, accogliente e musicale, altro che la tagliente Brexit.

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2016/06/22/brexit-referendum-londra-regno-unito___1-vr-143519-rubriche_c327.htm

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