Gaia e le altre minori violentate. Così il branco sceglie le vittime

La procuratrice dei minori Maggia: sono sempre più giovani e in balia del gruppo. Le cause del fenomeno: la noia e la ricerca di nuove emozioni alimentate dal sesso facile della Rete. Charmet: «Il branco non arretra». Gaia: «Io non riuscivo nemmeno a urlare»

di Andrea Pasqualetto, corriere.it, 29 giugno 2016

Gaia non urlava, non riusciva a urlare. «Ero talmente bloccata che non mi usciva nemmeno la voce». Loro erano in tre, tutti ragazzi, tutti minorenni come lei. Dissero in coro quel che dicono spesso questi giovanissimi che di colpo, una sera, obbedendo alla legge del branco diventano violentatori: «Pensavamo che Gaia (nome di fantasia, ndr) ci stesse».

La difesa degli aggressori

L’episodio lo ricorda bene la procuratrice capo del Tribunale per i minorenni di Genova, Cristina Maggia, che da ventitrè anni si occupa di ragazzi violenti, bulli, molestatori e piccoli criminali in genere. «Si difendono più o meno tutti allo stesso modo: ma il nostro era uno scherzo, un gioco, non pensavamo che avesse paura…», racconta il magistrato ligure che è anche vicepresidente della Aimmf, l’associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia. Maggia deve confrontarsi oggi con l’ennesimo caso di violenza sessuale di gruppo: tre diciassettenni di Savona, fino a ieri insospettabili giocatori della stessa squadra di calcio, peraltro di buon livello, nazionale giovanile, che decidono di stuprare la fidanzata di uno dei tre girando pure un video. Sconvolta dal comportamento del suo ragazzo, la vittima, straniera diciottenne, ci ha pensato un paio di giorni e li ha denunciati. Scattano l’indagine, i sequestri e gli arresti per tutti e tre. «Rapporti sessuali consenzienti», si sono affrettati a precisare gli avvocati dei calciatori.

Segue qui:

http://www.corriere.it/cronache/16_giugno_29/gaia-altre-minori-violentate-sesso-branco-6d42211a-3d6d-11e6-922f-98d199acd386.shtml?refresh_ce-cp

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