Risé: “L’atroce destino di sopravvivere a chi amiamo”

Il senso di colpa di Gianni Boschetti, che impotente ha sentito la moglie ha sentito la moglie morire, è il simbolo di questa nostra assurda guerra

di Claudio Risè, ilgiornale.it, 5 luglio 2016

Impossibile distogliere lo sguardo da Gianni Boschetti, il sopravvissuto. Il marito che si era allontanato un minuto prima dell’agguato e che restò nascosto, fino a quando fu silenzio, nell’alba insanguinata. È impossibile perché siamo tutti un po’ lui, e ci sentiamo tutti in colpa. È doloroso, il senso di colpa, ma è un lievito che fa maturare le coscienze. All’inizio fa male, ma senza di esso è impossibile accettare la realtà e riuscire a viverla pienamente (fu questa, forse la più feconda intuizione della psicoanalisi) e sopravvivere.

La storia di Boschetti, il suo essere ancora vivo, il suo essere rimasto nascosto paralizzato dall’angoscia, mentre dall’interno giungevano rumori e grida, è anche la nostra dopo il primo dispaccio d’agenzia che arriva il televisione e su internet: mio Dio, cosa succede? Il non potere fare nulla, ognuno di noi, come Boschetti, anche se ora si sente in colpa. L’azione di guerra infatti, se non ti uccide direttamente, ti paralizza, puoi solo acquattarti, come lo scorpione quando si accorge che l’hai visto, e finge di essere morto. Si rimane contratti, fino a quando arriva il crampo.

Allora si comincia a capire: siamo in guerra, e dobbiamo muoverci. Siamo straziati, ma dobbiamo reagire, scavalcare i recinti di pseudosicurezza in cui ci siamo rinchiusi, e accettare che in questa guerra il nemico può essere ovunque, coglierci in qualsiasi momento. È difficile, ma questa è la realtà. In questa vicenda Gianni Boschetti, più dei fidanzati sopravvissuti l’uno all’altra al Bataclan, e più della giornalista scampata all’agguato di Charlie Hebdo, ci offre una testimonianza straordinariamente lucida della situazione in cui tutti siamo, più o meno vicini all’orrendo teatro di quello che, ogni volta, è solo l’ultimo massacro, l’ultima strage.

Segue qui:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/latroce-destino-sopravvivere-chi-amiamo-1279163.html

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