Silva: “Il vile eroe”

Obama vuole rassicurare i suoi sudditi isolando l’assassino di Dallas e ottiene l’effetto contrario

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 13 luglio 2016

Il pistolino, il pistolone, la pistola nascosti o sbandierati qua e là, ma davanti a un poliziotto, specie se nervoso, è piuttosto pericoloso ostentarli come un fallo quando sono solo la maschera di un fallimento, come argutamente indica lo psichiatra Gaétan de Clérambault, da non confondere con Louis Nicolas Clérambault, l’organista di Saint-Sulpice. Studioso di erotomania, davanti a uno dei suoi amati specchi a sessant’anni Gaétan si congedò dal giovane Lacan e dalla psicoanalisi sparandosi alla testa. Ho l’impressione che dei poliziotti americani in Italia non ci si interessi granché, nonostante il clamore dei giornali. Personalmente poi trovo – anche se meno hollywoodiani – più umani i poliziotti italiani. Sono simpatici, pensierosi, baffuti, e prima di estrarre la pistola ci pensano su. Non hanno quei corpaccioni americani, quel muoversi da ippopotami omogeneizzati. Anche da noi però c’è la bestia nera, i tre fratellini poliziotti della banda della Uno bianca, che ammazzarono oltre i civili anche i loro compagni d’arme. Insomma, qui le armi sono ben controllate eppure mi sembra che negli ultimi cinquant’anni si sia fatto più fracasso noi dei cowboy americani.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2016/07/13/il-vile-eroe___1-vr-144352-rubriche_c352.htm

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