La cameretta del figlio Ecco cosa c’è oltre la porta

di Maria Teresa Veneziani, 27esimaora.corriere.it, 25 luglio 2016

«Mio figlio Andrea, 16anni, è diventato come un fantasma in casa. Vaga dal bagno alla camera. Si fa vedere solo a cena, arrivati alla frutta si alza e se ne va», confida un padre milanese. La nuova generazione di genitori (40enni-50enni) non è preparata ad affrontare la crescente solitudine dei figli, con cui fino a ieri condivideva anche i giochi. E non si tratta soltanto di gioventù ribelle. Tatiana e Luke, 13 e 9 anni, abitano in un villetta a Sud di Londra, hanno un rapporto sereno con mamma e papà, ma si presentano in cucina solo all’ora di cena. Finito il secondo, ringraziano e spariscono. Stesso copione nella famiglia americana. «Oggi, quando i bambini arrivano a casa vanno nelle loro camere e non si vedono tranne che per i pasti. Questo è pazzesco» osserva sul Guardian lo psicologo Leonard Sax, autore del libro «The collapse of parenting».Che cosa sta succedendo? «Si è invertita la direzione. Una volta dalla cameretta non si vedeva l’ora di uscire — spiega Silvia Vegetti Finzi, psicologa, psicanalista e saggista —. In particolare, per i nonni attuali, il richiamo dall’esterno era fortissimo. Sfilavano tutti insieme con gonnelloni ed eskimo. Il problema dei genitori era opposto. Dicevano: “oggi non esci!”». Adesso, invece, i ragazzi fuggono dal mondo esterno per trovare un rifugio nelle loro stanze.

«La porta è sempre chiusa, la stanza del figlio è diventata privacy assoluta», racconta Teresa Vacchiano, 47 anni, due figli di 9 e 16 anni. Ma la psicologa assolve i ragazzi: «Dalle medie i ragazzi hanno il diritto di sigillare le camere. Dopo aver bussato i genitori entrano e già che ci sono danno una sbirciatina al computer». Individualisti sociali, così Alexandra Lagalky, 39enne londinese, definisce i figli: «Si cercano, restano nella stessa stanza ma non parlano, lo sguardo fisso sul display del cellulare». La camera è sempre stata la metafora di un altro mondo. «Ma oggi dentro c’è la cosiddetta social life, che è data dalla possibilità del web di chattare e fare giochi di simulazione — continua Vegetti Finzi —. Dal dentro al fuori si è passati al dal fuori al dentro».

Segue qui:

http://27esimaora.corriere.it/16_luglio_25/cameretta-figlio-ecco-cosa-c-oltre-porta-29c35af2-52a4-11e6-82b0-393a4cf7e9c8.shtml

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