Maiolo, Barbetta, Ammaniti e altri sui fatti di terrorismo

La violenza che respiriamo

Il rischio più grave è quello di pervenire ad una visione normalizzata della violenza

di Giuseppe Maiolo, ladigetto.it, 26 luglio 2016 

Tutta la violenza che respiriamo ogni giorno, da quella comune a quella del terrorismo, sta mettendo a dura prova la nostra psiche. È un continuo stato di allarme che ci assale e una ininterrotta dimensione di angoscia che le immagini di morte e di devastazione stanno producendo in noi. In particolare gli atti terroristici di questi ultimi tempi portano a galla le nostre assolute fragilità e un profondo senso di impotenza. Non vi è dubbio che questo denso terrore sia voluto proprio da quel terrorismo che si fonda sull’estremismo paranoico del fondamentalismo religioso, ma la consapevolezza di questo stato di cose, caso mai, aumenta la nostra prostrazione e fa emergere limitatezza delle nostre risorse.

Segue qui:

http://www.ladigetto.it/permalink/56347.html

Paura e indifferenza. La concatenazione psicotica

di Pietro Barbetta, doppiozero.com, 25 luglio 2016

Quando un giorno sì e uno no accadono eventi di terrore per le strade, si crea indifferenza e paura. Si crea paura quando qualcosa ci minaccia, direttamente o indirettamente. La minaccia indiretta, quella della mafia, per esempio, pone chi è sotto minaccia in una condizione d’ansia incontenibile. Nei casi di questi giorni, non c’è minaccia, diretta o indiretta. Si sta creando però un’aspettativa che qualsiasi luogo possa essere pericoloso. Si può vivere così? Ci sono paesi dove da tempo questo è diventato “normale”. Invero, alla paura c’è rimedio, Marta Baggiani ce lo insegna. All’indifferenza no, l’indifferenza è paura celata dietro l’espressione assente, lo sguardo nel vuoto, la vita quotidiana che non si stacca dall’eccezione, dallo scandalo. L’indifferenza non è solo paura. Benché l’indifferenza si ammanti di paura, essa è composta anche da pigrizia e codardia. La codardia va oltre la paura, è sentimento che induce repressione: quando ci si abitua a non far emergere il conflitto, quando non si reagisce più, quando non ci si stupisce più di nulla. La codardia, a sua volta, si accompagna alla pigrizia: sono modi di reagire alla paura.

Il sistema psicotico fa paura perché, con quel sistema, non si può entrare in conflitto, l’altro non mostra il suo volto, il colpo ti arriva di sorpresa, quando meno te l’aspetti, senza ragione. Il sistema psicotico, visto dallo psicopatico che lo costruisce, si adegua a un’orribile battuta maschile, attribuita a un proverbio cinese: “quando rientri a casa picchia tua moglie, tu non lo sai perché, ma lei sì”. Qui, ogni gesto è assassinio della madre, del padre, dei fratelli. Ali David Sonboly spara sulla folla. Qualcuno gli grida qualcosa dal tetto, mentre lui uccide: “fatti vedere da uno psichiatra!”, lui risponde qualcosa: “sono bavarese, godo dei sussidi e sono in cura!”. Se è così, chiunque lo abbia diagnosticato depresso ha preso un grosso abbaglio. Ma, forse, la parola “depresso” esce dai media, è un modo per rassicurare tutti: se Sonboly è depresso, non c’è d’aver paura. Per favore riservate la paura ai gruppi terroristici organizzati, altrimenti qui non si capisce più nulla! Sonboly, si suicida. Questo diciottenne sembra non avere avuto rapporti con organizzazioni fondamentaliste religiose, neppure con gruppi nazionalisti, sembra, sembra, sembra.

Segue qui:

http://www.doppiozero.com/materiali/paura-e-indifferenza-la-concatenazione-psicotica

Il morbo dei killer psicotici dall’America sbarca in Europa

di Oscar Nicodemo, huffingtonpost.it, 25 luglio 2016

“Il contagio dei killer psicotici sbarca su questa sponda dell’Atlantico dopo essere stato per decenni un morbo tipicamente americano. Con la globalizzazione del terrore i virus si spostano rapidamente, prendono strade impensate fino a ieri, contaminano un’Europa abituata a crimini ideologici, non a macellerie individuali. Viene in mente quella che Ernesto De Martino chiamava “crisi della presenza”, in cui il linguaggio sociale si ammala, perde contatto con le sue radici, e l’uomo vive se stesso come oggetto tra oggetti non più riscaldato dai riti e miti che ne avevano fondato la presenza nel mondo. È una lettura meno individuale di quella che la psicoanalisi ci offre della psicosi. E vede l’individuo più fragile fluttuare in un anonimato senza storia senza passato né futuro. Che aveva caratterizzato fino a tempo fa l’anomia dei grandi aggregati suburbani americani.” È un post di Paolo Repetti, dirigente dell’Einaudi, che colpisce per l’immediatezza analitica.

Segue qui:

http://www.huffingtonpost.it/oscar-nicodemo/il-morbo-dei-killer-psicotici-dallamerica-sbarca-in-europa_b_11171382.html

Monaco, Massimo Ammaniti: “Un adolescente che sognava di fare l’eroe vendicatore”

da video.repubblica.it, intervista di Giulia Santerini, 23 luglio 2016

“Un adolescente bullizzato che aveva covato per anni l’odio contro chi sentiva come una minaccia alla sua identità” Così Massimo Ammaniti, psicopatologo dell’età evolutiva, inquadra Ali Sonboly, l’autore della strage di Monaco di Baviera. “Non è facile prevedere per i familiari – spiega Ammaniti – perché il mondo dei ragazzi è spesso nascosto”. La violenza della “vendetta” può essere nata per “contagio”: “I materiali che aveva conservato su altre stragi come quella in una scuola bavarese o a Utoya – continua l’esperto – dicono il desiderio onnipotente di ergersi a eroe giustiziere”.

Vai al link:

http://video.repubblica.it/dossier/terrore-a-monaco/monaco-massimo-ammaniti-un-adolescente-che-sognava-di-fare-l-eroe-vendicatore/247330/247444?ref=HREV-1

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...