Thanopulos: “Hollande a cavallo”

I soldati assassini di una causa che non c’è, a meno che non si voglia attribuire progettualità a un’internazionale di impazziti, sono la spia di un disagio psichico profondo della nostra civiltà. Contro di loro il presidente francese vuole istituire una “guardia nazionale”. Ma nessun medico, sano di mente, si sognerebbe di dichiarare guerra ai sintomi, lasciando divampare la malattia che li produce

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto.info, 31 luglio 2016

Il presidente della Francia François Hollande, ripete instancabile: «Siamo in guerra». Questa guerra è un bel problema per tutti, non solo per i francesi. È senza avversari riconoscibili a meno che non si considerano come tali i giovani emarginati, privi d’identità che la congiuntura geopolitica pesca, per il momento, tra gli immigrati di origine islamica. Questi giovani senza passione, che cercano una via d’uscita, non verso un avvenire decente (miraggio impossibile), ma da una vita che guardano come un enigma incomprensibile, portano con sé il maggior numero possibile di soggetti “altri”. Questi “altri” sono oggetti smarriti del loro desiderio (tra cui potrebbero casualmente finire i loro fratelli o sorelle). I soldati assassini di una causa che non c’è, a meno che non si voglia attribuire progettualità a un’internazionale di impazziti, sono il sintomo, tanto allarmante quanto inascoltato, di un disagio psichico profondo della nostra civiltà, di un modo assurdo di concepire e gestire la nostra vita. Ci dovrà pure essere qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro modo di vivere se dei figli adottivi della nostra casa, supposta ospitale, si trasformano in feroci omicidi. Non ci sprona a riflettere neppure il carattere tipicamente suicida dell’azione omicida. Al di là delle mitologie religiose del “martirio”, la scelta di morire con chi uccidi ha un significato psicologico chiaro: morire insieme al posto di vivere insieme. In questa dimensione, in cui il desiderio superstite brucia con la rapidità di un pezzo di carta, lasciando solo ceneri, sopravvive fugacemente l’umanità dell’attentatore e la nostra.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/6366

Oppure qui, previa registrazione al sito della testata

http://ilmanifesto.info/hollande-a-cavallo/

 

 

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