Il lettore sul gabinetto

di Guido Vitiello, internazionale.it, 3 agosto 2016

Gentile bibliopatologo,
anni or sono – diciamo sul finire della prima repubblica – quando ancora non era così avanzato il processo di demascolinizzazione e non si consideravano barbariche e primitive tutte quelle abitudini che per millenni avevano contraddistinto questa metà del cielo, iniziai a mingere en femme. Le ragioni non erano igieniche né di convivenza, bensì bibliofile. È risaputo infatti che le sedute sul vaso sanitario costituiscono un ideale stimolo (anche) alla lettura e alla riflessione. Ma se il povero Martin Lutero, stitico, ebbe il tempo di scrivere le 95 tesi su una rudimentale banchetta, per chi gode di un regolare processo digestivo le occasioni non sono poi tante come si vorrebbe. Ecco quindi la soluzione: estendere le sedute di lettura anche all’altra, e più frequente, funzione fisiologica. Oggi che sedersi è per l’uomo politically correct, posso anche fare bella figura, al netto delle lamentele dei miei familiari per le mie periodiche assenze. Avevo anche pensato di raccogliere le letture ideali in un’antologia dal titolo borgesiano: Minzioni. Tuttavia, leggo da più parti che tale pratica sedentaria può non giovare all’apparato urinario. Sarà dunque il caso di annoverare la prostatite del bibliofilo tra le patologie professionali?

—Dottor Caligari

Caro Caligari,
è tempo che la metafora ormai logora della torre d’avorio ceda il passo a quella del trono di ceramica, che è l’ultimo rifugio dello spirito eremitico, il derisorio surrogato moderno della colonna del monaco stilita o dello studiolo dell’umanista quattrocentesco. Negli anni del mio tirocinio da bibliopatologo provai anche a buttar giù qualche appunto sul tema, seguendo la via di Carlo Dossi, che nelle Note azzurre– ineguagliabile livre de toilette, da tenere sempre nelle vicinanze della tazza – scrisse la frase decisiva: “Anche il cesso potrebbe servire egregiamente di scuola”. Ma questo, capirai bene, è un principio generale; bisogna poi accomodarlo ai contesti, alle diete, alle abitudini, alle mentalità: l’analisi ideologica comparata dei gabinetti tedeschi, francesi e americani è uno dei numeri più applauditi del cabaret filosofico  di Slavoj Žižek.

Segue qui:

http://www.internazionale.it/opinione/guido-vitiello/2016/08/03/libri-leggere-gabinetto

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