Barbetta: “Il deserto dei tartari. La fortezza”

di Pietro Barbetta, doppiozero.com, 5 agosto 2016

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.

Il deserto dei tartari è un romanzo di Dino Buzzati pubblicato nel 1940. Racconta la vita di Giovanni Drogo, ufficiale dell’esercito di un paese che, così com’è descritto nel romanzo, somiglia all’Italia della prima metà del Novecento; tuttavia confina con un grande deserto. In fondo a questo deserto si suppone vivano i Tartari. Un deserto onirico, dove i confini rimangono incerti e si dilatano all’infinito.  Lo sfondo integratore del romanzo è la fortezza Bastiani. A differenza dell’agrimensore del Castello, il tenente Drogo raggiunge la fortezza, ci entra, viene arruolato e accolto. Il problema è come uscirne. Buzzati attenua di un grado lo stile di Kafka, Drogo entra nella fortezza, prende servizio e può anche andarsene. Nessuno, in linea di fatto, glielo impedisce. Rispetto al Signor K., Giovanni Drogo è libero; giunge alla Fortezza ha un colloquio immediato con il comandante e chiede il trasferimento, l’impressione di quei luoghi non è buona, vuole partire appena possibile. Ci resterà per la vita, esercitando la libera scelta.

La Fortezza, come la vita, ha un fascino irresistibile. Lo emana mano a mano che il tempo passa. Si tratta della presenza dell’altro: i Tartari. Realtà tenebrosa e sotterranea. Il Tartaro è il luogo della catatonia. Si può pensare al Deserto dei tartari come a un delirio catatonico, che ripete sempre l’identico. Catatonico è chi non decide mai diversamente, fedele al suo gesto, lo ripete infinitamente, senza differenza. La Fortezza Bastiani è eterno ritorno del medesimo. Quando la struttura omeostatica si trova di fronte a differenze, le annulla. La regola è ferrea, non concede eccezioni; come nel caso di sparare a chiunque si avvicini alla Fortezza senza conoscere la parola d’ordine. Antica regola militare: “Alto là, chi va là, fermo o sparo!”. L’occasione sarà fatale a un soldato che, sotto il comando di Drogo, viene fucilato secondo la regola. L’occasione nasce dal deserto. La guarnigione di Drogo intravede il primo segno di vita nelle vicinanze della postazione esterna alla Fortezza, dove si monta la guardia a turno, appena sopra il deserto. L’ipotesi che nel deserto ci siano davvero i tartari, a conferma di antiche voci, sembra prendere corpo. Inizia l’incanto, il delirio.

Segue qui:

http://www.doppiozero.com/materiali/il-deserto-dei-tartari

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