Terrorismo, tacere i nomi degli attentatori non serve. Non sono eroi ma piccoli vigliacchi

di Luciano Casolari, ilfattoquotidiano.it, 7 agosto 2016

Dobbiamo chiederci se l’enfasi con cui vengono descritti gli attentati terroristici possa alla lunga divenire una concausa del loro diffondersi? Qualcuno che in questo momento, per varie motivazioni, medita il suicidio potrebbe essere tentato dall’idea di compierlo attraverso una modalità che ha dimostrato la sua forza mediatica. Emulare gli stragisti per persone che si sentono ai margini e piene di sofferenza potrebbe divenire il modo per assumere un ruolo quasi eroico. Le Monde ha deciso di non dare spazio mediatico a questi personaggi in particolare non mettendo nomi e foto. Personalmente sono contrario. Questa strategia avrebbe senso solo se accompagnata dal celare anche la notizia dell’attentato, come succede nel caso di suicidi, o derubricarla a semplice trafiletto. Credo che questo sia impossibile perché si tratta di notizie molto rilevanti per l’opinione pubblica che ha il diritto di conoscerle. Tenere riservati i nomi o le foto darebbe meno notorietà agli aggressori singoli ma rimarrebbe l’esposizione mediatica dell’Isis che anzi, da questo celare i nomi dei singoli, apparirebbe ancora più compatta e monolitica.

Segue qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/07/terrorismo-tacere-i-nomi-degli-attentatori-non-serve-non-sono-eroi-ma-piccoli-vigliacchi/2960345/

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