Il misticismo di Francesco, terreno di incontro tra fedi

Non si tratta di una fuga dal mondo, ma una immersione amorosa che permette di dialogare con altri credi e i loro interpreti

di Mauro Magatti, corriere.it, 8 agosto 2016 

Perché Francesco si ostina a parlare di misericordia e di perdono quando, di fronte alla violenza, c’è bisogno di risposte forti e determinate? E perché il papa ha voluto affermare che le religioni non c’entrano e che dietro la violenza ci sono sempre interessi economici e politici? Siamo davanti ad un pontefice «buonista» che non riesce a vedere le tensioni che agitano il mondo? Sono domande risuonate in questi giorni e che meritano qualche ulteriore riflessione. Ad uno sguardo non schiacciato sulla contingenza, la crisi che sta investendo il mondo intero esprime i dilemmi dell’epoca che C. Taylor chiama «dell’umanesimo autosufficiente»: privati della trascendenza di Dio, non sono ammessi fini ultimi diversi dalla prosperità umana. In un mondo globalizzato, ciò sembra però esporci a una dinamica, contraddittoria e lacerante: da una parte l’attrazione tecnocratica verso l’oltre-uomo, come se l’uomo contemporaneo, in un torsione paradossale, pretendesse di divinizzarsi di nuovo e questa volta con le sue stesse mani; dall’altra il ritorno a forme di sacralizzazione arcaiche, nutrite con istanze fondamentalistiche, fatalmente imbevute di violenza.

Tale crisi, che tocca tutti, si produce in modo particolarmente acuto nel contatto problematico tra la modernità occidentale e l’Islam contemporaneo. Estraneo al percorso di secolarizzazione, l’Islam — uscito da un lungo torpore — appare incerto, nelle sue componenti, sull’atteggiamento da assumere nei confronti della modernità e sul modo in cui la potenza, oggi tutta umana più che divina,viene elaborata.Prestando il fianco ad ogni tipo di strumentalizzazione politica ed economica, una parte delle sue élite considera mortale per la stessa religione islamica l’esposizione ad un occidente che ha fatto ormai della tecnica — alleata dell’io individuale — il proprio dio. Nel quadro della società contemporanea, il punto di forza, e insieme di debolezza, della tradizione islamica é di parlare di un dio imperscrutabile. Tanto è vero che al fedele non è richiesta una precisa linea di comportamento per salvarsi, né uno sforzo di razionalizzazione della propria esistenza.

Segue qui:

http://www.corriere.it/opinioni/16_agosto_08/misticismo-francesco-12638c04-5cd3-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml

 

http://www.corriere.it/opinioni/16_agosto_08/misticismo-francesco-12638c04-5cd3-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml

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