Acrobate

di Lea Melandri, tysm.org, 24 agosto 2016

Ho un ricordo vago della maestra della prima e seconda elementare, mentre ho davanti agli occhi, nitida come allora, la figura, il modo di muoversi, di sorridere, di parlare, del maestro che mi ha accompagnata nei tre anni successivi, e senza il cui interessamento non avrei potuto, date le condizioni molto povere della mia famiglia, presentarmi all’esame di ammissione alla prima media. L’ho visto invecchiare, quasi senza mutamento, le volte che sono tornata al paese e ho avuto l’impressione che anche per lui fossi rimasta l’allieva ‘meritevole’ che aveva conosciuto. Di quei primi anni di scuola non saprei raccontare molto, ma so per certo che hanno segnato in modo durevole la mia vita, a cominciare dal desiderio -imperioso quasi quanto una ‘vocazione’- di diventare a mia volta ‘maestra’, dalla rapidità con cui ho imparato l’italiano, pur restando fedelmente legata al dialetto, fino all’amore particolare per la scrittura, rimasta, per tutto il percorso successivo, tramite di conoscenza e affetti con gli adulti incontrati nella scuola.

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Acrobate

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