Silva: “Il lapsus divino”

Anche davanti al terremoto, la Morte deve inginocchiarsi al sacro ed eterno mistero della Vita

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 31 agosto 2016

L’altro ieri un ragazzo sbuffò “che palle questi terremotati!’”e gli storsi il naso. Mi guardò allibito, come se avessi commesso un crimine; a me parve di essere tornato al libro Cuore, quando c’era ancora un bell’amor patrio, e mi congratulai, con me e con lui: gli dissi che gli avevo regalato l’occasione di pensarci su. Diventò pensieroso, in effetti, e non so se progettasse di aspettarmi all’angolo della via per accoltellarmi o se stesse realmente pensando a quel che gli avevo detto. Si vedrà.
Il pensiero, lui conta, uno due tre, quattro… e le cose avvengono. Ora che le dimensioni e il lutto della tragedia sono alla luce di un sole tanto splendente quanto impassibile, ciascuno può andare oltre, e meditare su quel che è successo. Quel che è successo è accaduto anche a ciascuno di noi: sciocco rimuoverlo, si presenterebbe come uno spettro, qualcosa ci crollerebbe brutalmente addosso proprio nei momenti che vorremmo più sereni. Se non si partecipa al lutto, lui entra in noi e ci punisce, ci cosparge di oscure sensazioni di colpa, ci rattrista nei momenti più piacevoli. Avvenga, piuttosto, un sereno terremoto nei nostri cuori, troppo spesso placidamente abbarbicati al nulla.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2016/08/31/il-lapsus-divino___1-vr-146637-rubriche_c315.htm

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