Thanopulos: “Disagio dei valori”

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto.info, 16 settembre 2016

Il prezzo delle merci è visibilmente disgiunto dalla quantità e qualità del lavoro che è occorso per la loro produzione. La manipolazione della domanda ha scombussolato il suo rapporto tradizionale con l’offerta, agendo sulla progressiva distorsione del valore d’uso. Questo valore è legato alla specificità del modo di usare le cose, ma anche al lavoro che le realizza. Più definito è l’uso di un oggetto e più lavoro trasformativo ha richiesto la sua fabbricazione, più alto dovrebbe essere il suo valore per chi lo usa. A condizione di non confondere, quando li si usa, l’oggetto del desiderio con l’oggetto del bisogno. Il bisogno usa oggetti di bassa specificità (per dissetarsi o sfamarsi una cosa tende a valere l’altra, per disfarsi di una tensione sensuale può bastare un atto autoerotico), tende alla scarica della tensione psicocorporea e all’identificazione del piacere con il sollievo. Aspira alla stabilità e si oppone alla trasformazione. Di conseguenza l’elaborazione sia della cosa che lo appaga sia dell’esperienza del suo appagamento non ha, di per sé, senso.

Segue qui:

http://ilmanifesto.info/disagio-dei-valori/

http://www.psychiatryonline.it/node/6409

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