Risè: “Unipersonali e infelici”

di Claudio Risè, ilgiornale.it, 20 settembre 2016

I single nelle grandi città (a cominciare da Milano), sono ormai le famiglie più diffuse. «Famiglie unipersonali», le chiama l’Istat. Che famiglie poi non sono, ma fa lo stesso. Con un aumento del 46% in 10 anni da qualche parte nelle statistiche bisognava pur metterli. E poi famiglia ha già un suo prestigio, a condizione naturalmente che non sia quella «tradizionale», che fa troppo retrò e non è affatto smart. Il loro numero aumenta ogni anno, assieme alla diminuzione dei matrimoni, e della nascite. Si capisce quindi che siano oggi il gruppo sociale più osservato dai sondaggisti e corteggiato da tutti: i politici in cerca di voti, i produttori di consumatori, le banche di qualcuno che depositi i soldi, o li prenda in prestito. Naturalmente anche le organizzazioni di incontri, di eventi. Insomma tutti. Anche senza darsi particolare da fare, sono dunque autorevolissimi. Giustamente: il loro numero è l’unico dato in crescita (assieme a quello delle demenze senili e dei tumori) di un panorama per il resto caratterizzato da curve inesorabilmente calanti.

Segue qui:

http://www.ilgiornale.it/news/politica/unipersonali-e-infelici-1308634.html

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