Montanari: “Blues dell’anima. Due cose sulla depressione di Bruce Springsteen”

Note a marigne della confessione autobiografica di Bruce Springsteen

di Maurizio Montanari, lettera43.it, 26 settembre 2016

‘Non credere mai di primo acchito all’infelicità degli uomini.
Chiedi loro solo se riescono ancora a dormire.
Se sì, va tutto bene.’

Cèline

Vedo pazienti depressi da diversi anni, e al contempo ho partecipato a oltre 60 concerti di Bruce Springsteen, in giro per il mondo. Risuonano profonde in me, per il mestiere che faccio, e per il mio passato, le sue parole in merito alla sua depressione, rese pubbliche in occasione dell’uscita della sua autobiografia.  ‘Ovunque e chiunque tu sia, la malattia non ti lascia mai – ha detto Springsteen – mi sono sempre immaginato la depressione come un’automobile in cui i passeggeri sono tutti i lati della tua personalità. Puoi anche far salire sull’auto un nuovo te, ma il tuo passato non potrà mai uscirne. La cosa importante è: quale dei tuoi lati tiene le mani sul volante in quel momento?».
(VEDI: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/08/bruce-springsteen-la-sua-battaglia-contro-la-depressione-mitico-e-al-tempo-stesso-fragile-lautobiografia-del-boss/3020753/)
Il senso delle sue parole nel descrivere quel male che toglie la luce,  trova una conferma nella clinica quotidiana. Il ‘Blues’, la depressione, il male dell’anima, il sole nero,  trova lenimento per lui salendo sul palco da 30 anni a questa parte. Un un antidoto trovato per esorcizzare gli occhi di un padre reduce di guerra, i cui occhi erano  ‘finestre su un mondo così mortalmente reale’. La musica per Bruce, la scrittura per E. F Wallace, il teatro per Gassman, sono gli stessi strumenti di sostegno che la gente comune che va in analisi cerca di tenere oliati e funzionanti. Lacan definiva queste putrelle dell’anima  il sinthomo, non già un qualcosa da guarire, ma da trattare perché se ne faccia un uso. La scrittura per l’uomo di lettere, la corsa per il podista, vendere auto, scrivere articoli:  passioni irriducibili, sovente dimenticate, che mostrano oggi una capacità di tenere in equilibrio soggetti profondamente oscillanti tra buio e quotidianità. Il guaio è che in molti casi, si arriva tardi.

Segue qui:

http://www.lettera43.it/blog/la-stanza-101-lo-sguardo-di-uno-psicoanalista-sul-contemporaneo/legame-sociale/blues-dell-anima-due-cose-sulla-depressione-di-bruce-springsteen_43675261661.htm

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