Galimberti: “TROPPA LIBERTÀ SESSUALE? NO, POCO CORAGGIO D’USARLA PER QUANTO VALE”

La potenza rivoluzionaria dell’eros è metterci in contatto col fondo enigmatico di noi stessi: ben oltre la trasgressione, l’esperienza dell’assoluto 

di Umberto Galimberti e un lettore, 7 ottobre 2016

Sono uno studente universitario di 24 anni e in questo periodo sto riflettendo su quanto è sacra la nostra sessualità. Mi stupisce la facilità con cui persone senza nessun tipo di legame finiscano a letto insieme e non disdegnino l’amore in gruppo.  In tutta la mia vita sessuale ho rifiutato praticamente il 98% delle ragazze e le possibilità di concludere “una notte e via”.  Da questo mi sorge una domanda: perché e a che serve, fare sesso senza sentimento? È un fattore fisiologico? Lo si fa per “svuotarsi”, per avere un orgasmo? Sinceramente preferisco “riempire” il mio cervello e il mio cuore. Oppure è un comportamento dettato dal fattore psicologico? Lo si fa per dimenticare i problemi?  Eppure i momenti belli sono tali anche per il fatto che quando riaffiorano alla nostra mente producono un certo benessere. Che effetto può produrre, il ricordo del sesso con una persona di cui non ti importa niente, di cui non sai neppure il nome? Ma la cosa che più mi spaventa è la reiterazione, il rifarlo senza mai fermarsi: “se ne ho la possibilità, la sfrutto”. Nelle discoteche e in tanti altri posti non si prova più imbarazzo. Ci si bacia, e dopo? Beh, è chiaro: o a casa mia o casa tua, oppure all’aperto, in un posto abbastanza nascosto. E se ci vedono? Fa niente, è un problema altrui, l’importante è che io calmi i miei ormoni. Io vedo dell’assurdo in tutto questo. Non so lei… Christian superdes92@gmail.com

La libertà sessuale è un dono dell’emancipazione femminile. E parlo di “dono”, perché i grandi cambiamenti di costume e quindi di modi di vivere sono sempre opera delle donne, che quando emergono dalla “natura”, nel cui recinto i maschi per secoli le hanno confinate, e fanno la loro apparizione nella “storia”, fanno nascere una storia nuova. Che è scandalosa non per l’abbigliamento per i comportamenti, ma perché fa crollare un ordine collaudato e un modo di pensare (la donna come moglie e madre), di sentire (come oggetto del desiderio maschile), di relazionarsi (la “mia” donna, con tutta la prepotenza dell’aggettivo possessivo). La donna diventa soggetto della propria esistenza e al pari dell’uomo dispone della sua sessualità. È chiaro che ogni rivoluzione porta inevitabilmente con sé un eccesso. Anche un adolescente, quando sente di doversi emancipare dai genitori sbatte la porta, poi quando si sente emancipato riprende ad aprirla e chiuderla educatamente. Rispetto agli eccessi di una biografia, gli eccessi di un’emancipazione storica sono un po’ più lunghi. E quindi questa festa orgiastica della sessualità ha bisogno di un po’ di tempo perché si giunga a porsi la domanda: dopo l’orgia che si fa?

Segue qui:

http://d.repubblica.it/dmemory/2016/10/01/lettere/umbertogalimbertirisponde/250lette20161001692500250.html

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...