Silva: “Il cielo, che celo”

La grammatica celeste, così oscura anche da docenti, e quei bambini siriani senza maestri

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 12 ottobre 2016

Sul lettino oggi lo psicoanalista. Tra tante tragedie e schifezze, gentile l’autunno porta sempre qualcosa di bello, la scuola. Quei ragazzi che pieni di vita entrano ed escono dalla scuola, quelle fanciulle che cerchiamo di capire nei loro moti più misteriosi, siamo noi, noi psicoanalisti. Se evitiamo d’interrogarci intorno a quella che è stata la nostra infanzia e giovinezza, c’impediamo d’intendere con chi e di cosa stiamo parlando. Occorre umiltà e ascolto di quello che diciamo e pensiamo; quando ebbri di sapere pontifichiamo sull’altrui esistenza, diventiamo quello psicanalista frettoloso che pensa di poter donare all’altro… senza avere aperto i pacchi natalizi che da misteriose terre a lui giungono. Come aiutare un ragazzo difficile senza prima avere incontrato quella difficoltà che è il tesoretto di ciascuno? Aggirando la difficoltà si ristagna nell’onnipotenza, la trappola per topi, quella che porta un genitore, uno psicoanalista o un professore a ordinare: ‘Fai così, devi farlo, devi stare attento, devi, devi, devi…”. Quanti ragazzi, per colpa di quel terribile verbo ‘dovere’, si sentono espropriati del desiderio e rigettano ogni progetto.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2016/10/12/il-cielo-che-celo___1-vr-149043-rubriche_c396.htm

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