Thanopulos: “Il miraggio della consapevolezza”

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 15 ottobre 2016

La rappresentazione che abbiamo del mondo, il nostro modo di rendere il rapporto con esso sensato, comprensibile e attendibile, decide della nostra possibilità di abitarlo e usarlo ricavando soddisfazione e benessere. Questa rappresentazione non si costruisce in modo rigorosamente scientifico (la scienza ne é solo una parte) né con l’aiuto di tecniche appositamente pensate. Può essere costruita in relazione stretta con la nostra reale esperienza di vita, che trascende l’“ordine del simbolico”. In tal caso rispetta il “non so che” delle cose vissute, che eccede la nostra capacità di significazione e le conferisce un carattere sperimentale (nel doppio senso di sperimentare e di esperire). Quand’è così, la nostra rappresentazione del mondo è fatta della materia dei nostri sogni, delle nostre emozioni e dei nostri desideri più profondi. Si radica nella “meraviglia” dei nostri sentimenti -il loro essere esposti all’attesa, la sorpresa, la scoperta- è una visione rigorosa, autentica della realtà.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/6457

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