Silva: “Dario Nobel”

La fatica di vivere dà un senso alla vita, ecco il vero significato dell’inquietante agitarsi di Fo

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 19 ottobre 2016

Difficile stendere sul lettino un premio Nobel asceso al cielo, se mostri delle pur nobili riserve molti suoi fan ti accuseranno d’invidia e maldicenza, sicché dopo un po’ ti chiedi: ma non potevo star zitto, che mi frega di parlare di Lui? Eppure ne parlo quindi qualcosa mi frega, e non è l’opinione di un istante quale giustamente Giuliano Ferrara condanna, ma la misteriosa ferita di un mezzo secolo, sempre la stessa. Cinquant’anni fa, quando ne avevo venti, ero in un teatro milanese a guardare “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe”. Volevo scacciare tristi pensieri e ridere, o sorridere e meditare, insomma desideravo partecipare a qualcosa, sentirmi vivo. Ero appena diventato comunista, ma non di quelli incredibilmente seri ed eleganti che m’incutevano rispetto, non mi rispettavo per niente, mi sentivo un buffone. Bè quella sera a teatro non risi, non ci riuscivo nonostante la mia ottima disposizione di comunista verso un altro comunista, c’era qualcosa in quella messinscena che proprio non funzionava, e sì che ero prontissimo a ridere, forse troppo, forse desideravo un padre che mi desse un po’ di carica.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2016/10/19/dario-fo-nobel-agitato___1-vr-149466-rubriche_c117.htm

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