Thanopulos: “La fertilità e la costipazione”

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 22 ottobre 2016

Ogni tanto esplode un contenzioso e per un breve tempo ci si divide in modo, sembrerebbe, appassionato. Poi tutto si assopisce. La divisione resta, ma una contraddizione che attraversa i campi opposti ostacola il reale dispiegamento del loro conflitto. Può emergere allora un senso di estraniazione che, sottostante allo spirito di battaglia, insinua un dubbio esistenziale, più che intellettuale, su ciò che sta accadendo.  La polemica sul “fertility day”, la procreazione come valore a sé stante, è divampata sulla connotazione razzista della propaganda ministeriale, per spegnersi subito dopo. È stato giusto tentare di spostare l’attenzione dalla “fertilità” alla“fecondità”: sebbene i due termini siano ampiamente sovrapponibili, l’uso del primo denota esclusivamente la produttività, il fatto quantitativo, mentre il secondo è usato anche per denotare la creatività, il fatto qualitativo. Tuttavia, l’invocazione della creatività nulla può, realmente, contro la domanda di produttività (favorita in partenza nel campo della pubblicità), se quest’ultima si accorda con una tendenza psichica collettiva.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/6471

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