Recalcati: “Per sentirci liberi sogniamo una vita animale”

di Massimo Recalcati, repubblica.it, 23 ottobre 2016

L’antropocentrismo dell’Occidente ha situato l’animale come un essere vivente inferiore a disposizione dell’uomo. Oggi questa superiorità di una specie (quella umana) su di un’altra (quella animale) viene denominata “specismo”. Nello stesso termine “animale” si accomunano, non a caso, esseri viventi assai diversi tra loro — un gambero non è un cane; un gatto non è un rinoceronte — accomunati dal solo statuto di inferiorità rispetto alla specie umana. La vita dell’animale resta un tabù inaccessibile per quella umana: mentre la vita animale è vita piena, regolata dalla forza infallibile dell’istinto, quella umana appare come una vita ferita, limitata dalle leggi della Cultura, separata irreversibilmente dalla Natura. Diversamente da quello che l’ideologia “specista” ritiene, la vita umana è afflitta da una menomazione più che da un primato. La vita animale è vita senza vergogna, disinibita, priva di Legge e di senso di colpa.

Segue qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/10/23/per-sentirci-liberi-sogniamo-una-vita-animale60.html?ref=search

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