Ospiti – Gramaglia: “Ho facoltà”

di Giancarlo Gramaglia, psicologo-gramaglia-torino.net, 15 novembre 2016

Il soggetto ha facoltà nella misura in cui riconosce il proprio diritto e sviluppa le proprie capacità. Ciò non prevarica alcuna competenza specifica acquisita in una scuola, anzi ne aggiunge convalida. Non necessariamente competenza personale e formazione scolastica sono in conflitto. E’ ora di finirla con l’idea preconcetta che occorra un titolo conseguito in un ente pubblico -per esempio scuola- per avere facoltà!

Andiamo però con ordine e cerchiamo di capire meglio. Partiamo da Freud, liberandoci dallo stupido quanto banale pregiudizio che sia superato: è tale la ricchezza dei suoi pensieri a confronto dei suoi (s)cavalcatori che anche quando ci troviamo di fronte a delle canaglie perverse il muro della resistenza è sempre totale. Non si può scavalcare qualcosa che non si vede, che non si tocca, che non si capisce, se non si prova ad ascoltare, se non si ha dimestichezza si suppone solamente con il risultato di evitare, rinnegare, dimenticare e rimuovere.

Il muro della cecità, ovvero la psicopatologia, Freud lo indica in tutta la sua opera e cerca con modalità diverse di trasmetterlo, in primo luogo di elaborarlo per orientarsi nella sua ricerca. In Nevrosi e psicosi del 1923 prova a riassumerlo così: “la nevrosi di traslazione corrisponde al conflitto tra l’Io ed l’Es, la nevrosi narcisistica a quello tra l’Io e il Super-io, la psicosi quello tra l’Io ed il mondo esterno” (1)Per presentare il mondo psicopatologico nell’Introduzione alla psicoanalisi del 1915-17, Freud insegna che: “ Le nevrosi narcisistiche non sono praticamente aggredibili con la tecnica di cui ci siamo serviti nelle nevrosi di traslazione -cioè con la psicoanalisi-. Con esse, ci succede sempre che dopo un breve passo innanzi veniamo a trovarci di fronte ad un muro che ci intima l’alt. Anche nelle nevrosi di traslazione ci siamo imbattuti in tali barriere di resistenza, ma siamo riusciti a smantellarle pezzo per pezzo. Nel caso delle nevrosi narcisistiche la resistenza è insuperabile; possiamo tutt’al più gettare uno sguardo curioso al di sopra del muro per spiare cosa avvenga al di là. 

I nostri metodi tecnici devono quindi essere sostituiti con altri; non sappiamo ancora se una simile sostituzione ci riuscirà.(2) E’ questo uno dei punti cardini su cui Giacomo B. Contri, raccogliendo il testimone, introduce la Costituzione individuale (3) che si fonda sul fatto che l’uomo si autorizza da sé. Già Voltaire, nella conclusione del Candido, sosteneva che solo io so come si coltiva il mio giardino.

Segue qui:

http://www.psicologo-gramaglia-torino.net/giancarlo_gramaglia/articoli/138-ho-facolta.html

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