Risè: “Così il secolo della velocità sposò la lentezza dei monti”

In «La costruzione delle Alpi» l’ascesa modernista alle vette Con la potenza (e a volte la prepotenza) delle macchine

di Claudio Risè, ilgiornale.it, 2 dicembre 2016

C’erano una volta le Alpi. Con le loro cime perse tra le nubi. Misteriose. Imprendibili se non da visionari con la testa per aria e i piedi ben piantati su terra e roccia, che a volte le attaccavano, conquistandole. La montagna – del resto – è da sempre la grande seduttrice delle altezze, coi venti che sibilano giù agli uomini: «vieni e prendimi, se sei capace». O almeno così pensano gli uomini, che si sentono sfidati dalla grandiosità delle vette. E rispondono spesso con la loro specifica grandiosità: quella del cervello, e della tecnica. Con la meccanizzazione e lo sviluppo delle industrie, già nell’800, il confronto tra gli uomini e le montagne divenne quello di due mondi, due civiltà e due culture. Da una parte le Alpi, con gli dei, i nani, gli inquietanti e potenti «spiriti elementari» (cari a tutti gli esoterismi), vette e caverne. Dall’altra gli uomini e le loro tecniche e macchine. È così che nasce la conquista delle Alpi, iniziata nell’800 e portata avanti vittoriosamente per tutto il ‘900.

Segue qui:

http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/cos-secolo-velocit-spos-lentezza-dei-monti-1338115.html

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...