Ospiti – Gramaglia: “Imputazione di competenza”

di Giancarlo Gramaglia, psicologo-gramaglia-torino.net, 4 dicembre 2016

Insisto nel sostenere che è solamente nella misura in cui il soggetto acquisisce consapevolezza sul proprio primo diritto, e quindi sulla propria norma soggettiva, che riesce a sviluppare competenze e ad esserne soddisfatto. Il diritto alla conoscenza, definito anche il nuovo diritto umano, risulterebbe molto più efficace e significativo se fosse riconosciuto nel suo fondamento del diritto individuale in quanto primo diritto. Competenze, dicevo, che in primo luogo non sono un’acquisizione scolastica, ma appartengono al tempo in cui quel bimbo/a ha vissuto la storia delle sue prime relazioni. Solamente ripercorrendo con la psicoanalisi la vicenda affettiva è possibile prenderne le distanze e non essere più di tanto dipendenti dalle prime affettività. Tale lavoro di riconoscimento non prevarica alcuna competenza specifica acquisita in una scuola, ma ne aggiunge convalida. Non necessariamente competenza personale e formazione scolastica sono in conflitto, possono  essere supplementari per una crescita sana e proficua.

Un paziente, che seguo da un po’ di tempo, laureato da molti anni in giurisprudenza e con patente, – non ha mai frequentato i seminari LFLP[1] e non è informato sul pensiero di natura[2] – ha sognato di non riuscire né a laurearsi né a prendere la patente: “non so che cosa c’è che non va, – racconta – nel sogno sento che ci sono impedimenti che dipendono da me, benché io non sappia cosa siano ed esegua tutto ciò che mi viene richiesto correttamente, sia con i professori che nelle manovre con l’auto con gli esaminatori, eppure non riesco a laurearmi né a prendere la patente. Accidenti non riesco! Come se fossi bloccato da cose mie che non conosco al di là di ciò che eseguo! ”. Questa persona lavora nell’ambito del diritto amministrativo pubblico con scarso interesse e non gli piace guidare l’automobile. Nei primi tempi delle sedute rifletteva e teorizzava molto sul non essere capace, sull’essere chiuso in sé, sulla sua angoscia, sulla sua vita, poi ha incominciato ad attuare ciò che pensava: è andato a vivere fuori casa paterna, dando operatività ai propri interessi e cercando di costruire relazioni mirate a conclusioni sul fare e sull’attuare.

Segue qui:

http://societaamicidelpensiero.it/imputazione-di-competenza/

http://societaamicidelpensiero.it/wp-content/uploads/161204RIC_GGR3.pdf

[1] Ogni anno in Torino, da più di trent’anni, al Laboratorio di Formazione e Lettura Psicoanalitica coordino i lavori:  http://www.psicologo-gramaglia-torino.net
[2] Fondamentate a questo proposito visitare il sito: http://www.giacomocontri.it
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