Silva, Benvenuto, Thanopulos, Casolari, Contri sul referendum

(dalla pagina Facebook di Massimo Bucchi del 3 dicembre 2016)

Renzi ha vinto

I veri mentitori sono coloro che attaccano l’ex premier. Non aspettano altro che il suo ritorno

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 14 dicembre 2016

La verità è che la destra ha sconfitto la sinistra servendosi, anche, di un gruppo di traditori. Parlo di coloro che avrebbero dovuto votare Sì, per antica tradizione e fraternità, indipendentemente dal risultato più o meno previsto, indipendentemente dal giudizio che al nuovo codice si poteva dare. Si combatte insieme, se si vince si può ancor meglio disegnare la vittoria, se si perde si perde insieme. L’avere esaltato il No alla luce del sole prima che nel buio della scheda, non li illumina per niente né tantomeno li assolve. Costoro non hanno salvato la patria, come si vantano, l’hanno semplicemente consegnata alla destra in odio a Renzi e compagni. I quali sono sì piuttosto fresconi, come hanno sospirato Napolitano e altri saggi, ma frescone non è il loro desiderio di fare cose nuove, magari con un po’ più di maestria. Sono giovani, devono imparare tante cose, ma di cosa importanti ne hanno fatte, nonostante i tanti ostacoli che da sempre imprigionano il paese. E che Salvini insulti Alfano perché ha tratto tanti migranti in salvo, è veramente ignobile; è stato il salvataggio e l’accoglienza quanto di più nobile nell’Italia dei nostri tempi. Che la destra faccia i suoi giochi va bene, ma che gruppi sedicenti di sinistra si scaglino contro i fratelli eredi di una gagliarda tradizione, è proprio brutto, al punto che uno come il sottoscritto che in gioventù ha militato qualche anno nel Pci per poi combatterlo, si ritrova indignato davanti a una simile bassezza. Perfino Grillo si è nauseato di ’sta roba, forse reputando troppo facile una vittoria da spartire a destra e a manca.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2016/12/14/news/matteo-renzi-ha-vinto-110846/

Telemaco non deve morire

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 10 dicembre 2016

Alla fine Matteo Renzi ha perso la sua scommessa. È andato dalla buona alla cattiva sorte: non era privo di qualità, si è perso a causa della sua autoreferenzialità e degli errori ad essa conseguenti. La sua caduta non lascia un’eredità significativa. Mancandogli l’intima convinzione, è restato incompiuto. l suo sentirsi portavoce della  “generazione Telemaco” -un’idea stravagante che ha portato fin dentro l’aula del parlamento europeo- è stato un segno inequivocabile della sua condizione di orfano di un’identificazione convinta e solida con la funzione genitoriale. Un segno rivelatore che è stato, dai più, ignorato. La verità scomoda, da accantonare, è l’identificazione di gran parte degli italiani con la condizione di orfanilità di cui Renzi è stato inconsapevolmente espressione.
Ci si sente orfani della solidità di valori democratici fondamentali (libertà, fraternità, uguaglianza, giustizia sociale), messi a dura prova da imponenti movimenti migratori e da una crisi economica sempre più complicata. Dell’affidabilità delle istituzioni, danneggiate dal loro piegarsi alle opportunità del momento. Dei legami solidali che rischiano di essere spazzati via dalla difesa dei particolarismi. Di relazioni di scambio sufficientemente regolate e garantite. L’orfanilità mette in crisi l’introiezione  della “qualità genitoriale” dell’esistenza: la capacità di gestire la propria vita assumendone pienamente la responsabilità e fidandosi della propria creatività, in continuità e, al tempo stesso, in discontinuità con la propria tradizione. Imparando ugualmente dai suoi successi e dai suoi fallimenti.
Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/6546

Sì alla vita

Il nichilismo alla ribalta di chi, soprattutto tra i giovani, ha votato No per odio a Renzi

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 7 dicembre 2016

Sebbene si faccia a gara per enumerare tutti i motivi della sconfitta di Renzi, occorre dire che Matteo ha vinto, o quasi. Il 40 per cento d’italiani che l’ha votato, pronto a correre una bella avventura pur sapendo che è solo il primo passo verso una vittoria futura, sono tantissimi e prima o poi prenderanno le redini del gioco. In fondo l’Italia è stata conquistata e unificata da poche migliaia di camicie rosse e qui ce n’è ben di più. Detto questo diciamo il resto: che gli italiani siano legati alla disavventura, alla rassegnazione e al tiriamo a campare, è cosa nota. I tanti giovani che hanno votato No appellandosi al patriottismo, all’onore partigiano, alla difesa della Costituzione, penso che abbiano avuto un’altra motivazione ben più forte: l’odio. L’odio per Renzi, colui che osa spingerli in un’avventura. Precisiamo: l’odio per lui è anche l’odio per se stessi, il giovane italiano vota No, preferisce castrarsi piuttosto che rischiare quel fallimento che è pur sempre una promessa di riuscita. Renzi comunque non si sottrasse all’odio che annusava da ogni parte, deve essersi sentito contento d’essere tanto odiato, i narcisi godono di questo piacere, e lui narciso lo è.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2016/12/07/news/referendum-costituzionale-matteo-renzi-voto-giovani-109797/

Si vota sempre “no”

di Sergio Benvenuto, doppiozero.com, 6 dicembre 2016

Il risultato del referendum del 4 dicembre è stato una straordinaria affermazione di Renzi. Non sto scherzando. In effetti il SI ha preso quasi la stessa percentuale di voti che il PD prese alle elezioni europee del 2014, cosa che allora venne salutata come un risultato trionfale. E non è un caso che, a parte il Trentino, il SI in questo referendum abbia prevalso solo in Toscana e in Emilia Romagna, due roccaforti del PD. Ma il PD contro tutti perde. In questo referendum ha giocato il fattore che chiamerei Roma-Torino. Come si ricorderà, le grilline Raggi e Appendino vinsero come sindache a Roma e a Torino perché queste signore, a parte i voti M5S, accaparrarono quelli di tutte le altre opposizioni al PD, ormai identificato con Renzi, sia di sinistra che di destra. È la forza della famosa “accozzaglia”. Da un paio d’anni, l’importante non è tanto votare per questo o quel partito, ma votare CONTRO Renzi. In realtà il padre della riforma costituzionale era Giorgio Napolitano, ma quel che oggi interessa è Renzi. Perché in così poco tempo Renzi è diventato il pericolo pubblico n. 1 da far fuori a ogni costo, anche coalizzandosi con partiti e personaggi ripugnanti? Lo vedremo poi. Voglio dire che i contenuti specifici della riforma sono stati del tutto secondari. Il che può sembrare un altro paradosso, dato che in questi ultimi mesi ci hanno ammannito una sfilza senza fine di dibattiti tra sostenitori del SI e del NO su tutti i risvolti e i minuti dettagli della riforma. Tra le tante perle, ne cito una. Un sostenitore del NO in TV ha fatto presente che mentre bisogna avere 25 anni per essere eletti alla Camera, ne bastano 18 per entrare in Senato secondo la riforma. E come chiamare Senato una camera dove ci sono diciottenni? Insomma, ogni pelo nell’uovo-riforma andava bene per argomentare a favore del SI o del NO.

Mi si perdoni la deformazione professionale, ma credo che anche in politica occorra applicare il metodo usato in psicoanalisi, che distingue il contenuto manifesto da quello latente, in particolare nei sogni. Anche la politica è inzuppata della sostanza di cui sono fatti i sogni. Il contenuto manifesto è qui la lettera della riforma costituzionale, della quale in fin dei conti solo a ben pochi importava qualcosa. Nella riforma si trattava di questioni dopo tutto alquanto tecniche, da esperti costituzionalisti. Queste questioni non bastano certo a spiegare l’estrema popolarità del dibattito referendario, che ha assunto toni e febbri da tifo calcistico. Nella storia d’Italia dopo la seconda guerra, solo il referendum Repubblica-Monarchia del 1947 e il referendum sul divorzio nel 1974 hanno suscitato altrettanta passione. Però erano i contenuti di quei due referendum a spiegare la passione che suscitavano. La scelta tra Monarchia e Repubblica non era come determinare la tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito (referendum del 2011). Quanto al divorzio, esso era profondamente legato alle questioni intime di ciascuno di noi. Ma perché un intero popolo si è dilaniato, come guelfi o ghibellini, sull’abolizione o meno del CNEL, sull’abolizione o meno delle province, sul ridurre o meno il numero dei senatori?…

Segue qui:

http://www.doppiozero.com/materiali/si-vota-sempre-no

Referendum, il cavallo su cui puntare è quello dell’imperatore (pazzo) Caligola

di Luciano Casolari, ilfattoquotidiano.it, 29 novembre 2016

Si narra che l’imperatore Caligola fosse tanto legato ad uno dei suoi cavalli da nominarlo senatore romano. Per la cronaca pare che il cavallo si chiamasse Porcellus, nome evocativo nel Senato attuale. Se il cavallo di Caligola venisse candidato, contro un politico di professione, al giorno d’oggi in molte democrazie occidentali vincerebbe. La società consumistica si regge perché gli individui vengono sottoposti al lavaggio del cervello pubblicitario in cui si alimentano desideri e insoddisfazione. Il messaggio pubblicitario è: “A te manca qualcosa. Se avessi quell’oggetto o quell’opportunità di viaggio o di acquisto saresti felice!”. Appena però l’oggetto è stato comperato e l’obiettivo raggiunto il sistema pubblicitario non te li lascia godere ma ti mostra un nuovo oggetto, più nuovo, e un obiettivo ancora da perseguire.

Segue qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/29/referendum-il-cavallo-su-cui-puntare-e-quello-dellimperatore-pazzo-caligola/3222478/

Costituzione a me

di Giacomo B. Contri, giacomocontri.it, 28 novembre 2016

rpresa e favore che in questo Referendum sulla Costituzione la sovranità, quand’anche creduta “popolare”, è riconosciuta come anzitutto individuale: infatti il voto degli stessi Costituzionalisti (nonché dei Parlamentari, e dello stesso Presidente della Repubblica) vale quanto quello di un singolo cittadino: a ognuno è riconosciuta la medesima competenza legislativa, salvo farsesca finzione sulla competenza. Interessa osservare che il sapere di un Costituzionalista (o di un Prof di Scienze politiche) ha il potere di un consigliere, non vincolante. So di non avere molto successo quando dico che esiste, quando esiste, solo sovranità individuale, quella che chiamo “san(t)a sede” legislativa individuale: ma questa volta – la volta che la Costituzione è venuta sorprendentemente allo scoperto – è la Costituzione stessa a darmi ragione. Non monto in superbia per questo, il mio è un enunciato da uomo comune, con una Costituzione prima della Costituzione. (Io voto “Sì”).

http://www.giacomocontri.it/BLOG/2016/2016-11/2016-11-28-BLOG_costituzione_a_me.htm

Referendum costituzionale, i profili psicologici dei tre leader del Sì e del No

di Luciano Casolari, 19 novembre 2016

Questa campagna referendaria incarna nei tre principali leader dei paradossi psicologici. Renzi, Grillo e Berlusconi, non me ne vogliano gli altri ma a confronto di questi tre sono schiappe, lottano per fare prevalere il Sì o il No ma, sotterraneamente, avrebbero qualche vantaggio dal fatto che vincesse la tesi contraria. Qualcuno mi darà del pazzo. A forza di lavorare con la patologia mentale questo si è fuso! Per spiegarmi occorre fare una premessa: la vera posta in gioco non è prevalere sulla riforma costituzionale, pur importante, ma vincere le successive elezioni politiche. Grillo da una vittoria del Sì trarrebbe rilevanti vantaggi. Il governo sarebbe costretto ad andare avanti un altro anno logorandosi e una legge elettorale, fortemente maggioritaria su un’unica Camera, favorirebbe la sua possibile vittoria alle elezioni politiche. Al contrario per lui sarebbe quasi impossibile vincere, senza alleanze, sia al Senato che alla Camera con leggi molto proporzionali e premio a coalizioni.

Segue qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/19/referendum-costituzionale-i-profili-psicologici-dei-tre-leader-del-si-o-del-no/3202438/

Il Telemaco, il Messia e la costituzione

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto, 19 novembre 2016

Massimo Recalcati nell’elogiare, alla Leopolda, Matteo Renzi, ha accusato la sinistra del No di essere masochista, paternalista e di odiare la giovinezza. Accuse fondate su luoghi comuni. Un discorso aforistico, privo di argomenti, teso a screditare l’avversario piuttosto che ad esprimere una propria opinione sui quesiti referendari. L’andazzo è proprio questo: la grande maggioranza degli italiani nel referendum prossimo voterà pro o contro Renzi, a prescindere dalla valutazione di una riforma che modificherà in modo sostanziale la costituzione italiana. La personalizzazione del conflitto politico ha finito per espropriarci della cura nei confronti delle regole fondamentali della nostra convivenza democratica. Si è fatta strada una corrente di “eccezione dalla costituzione”, che mentre aspira formalmente a riformarla, di fatto crea il clima di una sua sospensione sul piano emotivo. Questo tipo di sospensione dell’ordinamento costituzionale è il più pericoloso. La restrizione diretta e apertamente autoritaria delle garanzie costitutive dei nostri diritti, crea opposizione e ribellione. La loro sostituzione con l’affidamento regressivo all’“uomo della provvidenza”, da una parte sposta l’attenzione su un quesito fuorviante -se costui è quello “vero” o quello “falso”- e dall’altra favorisce la deresponsabilizzazione.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/6508

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...