Montanari e gli esorcismi

Libera nos a maloox. Disturbi psichici, esorcisi e demoni di periferia

di Maurizio Montanari, lettera43.it, 17 dicembre 2016

Le pratiche di esorcismo sono ancora diffuse? Nessuno, se non gli addetti ai lavori, ha accesso ai dati raccolti dalla Chiesa di Roma. Assai duro è il muro col quale ci si scontra nel tentativo di interpellare le varie Curie nel merito della questione.
Fatta questa premessa, credo si possa dire che queste pratiche siano oggi piu’ utilizzatedhi quanto si pensi. Un’ evidenza che balza agli occhi anche di si occupa di clinica analitica. Lo testimonia assai bene il bel documentario ‘Liberami’ da poco uscito nelle sale, ad opera di Federica di Giacomo: un lavoro minuzioso che squarcia un velo su di una realtà forse poco conosciuta ai più, indagando a fondo quali sono le tipologie di ‘utenti’ che si rivolgono all’esorcista.
Io, ovviamente, approccio questo fenomeno privilegiando una lettura clinica, che va al di la della sua connotazione religiosa, cercando di analizzare in quali maglie della società queste modalità di ‘liberazione’ facciano presa, e a quali scopi rispondano.

Quale realtà ci consegna questo documentario? Chi sono, e cosa vogliono, quelli che si recano dall’esorcista? Non aspettatevi padre Damien de ‘L’esorcista’. Né Pazuzu che in controluce sfuma confondendosi in un angolo della stanza di Regan. No, nulla di tutto questo.
I protagonisti di questo documentario sono preti di provincia, rubicondi e tenaci, con vocabolario limitato ma efficace che declina la medesima lingua dei demoni di provincia. Inflessioni locali, allusioni sessuali, insulti, litanie sui generis. Una lingua popolare, non difficile da comprendere: se usassero le solenni formule latine estratte dall ‘Exorcismus in satanam et angelos apostaticos ‘di Leone XII, i fedeli non le capirebbero, e verrebbe meno quella condivisione linguistica che permette al gregge di sentirsi capito dal pastore, e al sintomo di trovare un legame con l’Altro, deputato a tradurlo, capirlo e contenerlo.

Si, il sintomo, perché usando le lenti della clinica possiamo riscontare, nel film e nella quotidianità, forme frequenti di psicopatologia con le quali l’analista ha a che fare quotidianamente: isterie, disturbi di conversione, stati depressivi, famiglie che portano bambini irrequieti stoltamente intesi come ammalati da ‘riconvertire’, psicopatologie più complesse come disturbi di personalità con passaggio all’atto.

Sul sagrato della Chiesa una donna melanconica che non ha piu’ voglia di fare nulla, afflitta da un pesante ritiro sociale si confida col sacerdote, alla ricerca di qualcosa per cui valga la pena vivere nella sua esistenza di ghiaccio. Un’altra signora, con forti tratti isterici, dopo aver raccontato le sue peregrinazioni presso gli studi di diversi specialisti a causa di un male indefinito, viene posseduta sempre dinnanzi al sacerdote, esprimendo il suo disagio interiore nell’unico modo col quale egli può darle ascolto e garantirle uno spazio: il codice religioso. Un bambino, né piu’ ne meno di un bambino, fa i capricci, disobbedisce ai genitori, risponde male, non vuole andare a scuola.

Una giovane mostra un misto di coprolalia e rabbia inespressa: insulti, digrignar di denti, parolacce, sputi. ‘Io , con quelle cose ci sto bene!’ esclama ai genitori spaesati nel constatare la sua passione per quel modo di vivere, il suo godimento. Una parte di sè che non vuole rinunciare a quel modo di esprimersi resiste all’esorcismo. Confessa in tal modo l’attaccamento a cioò che il sintomo le garantisce, la capacità di adunare attorno a se piu’ persone, contemporaneamente, esprimendosi in un gergo volgare cifra di chissà quali parti recondite, o represse.

Parlando come se non fosse ripreso, usando un tono confidenziale, il giovane prete sussurra che, alla fine, questi non ne vogliono davvero sapere di guarire, perché altrimenti perderebbero l’attenzione. Linguaggio semplice ma profondamente analitico, che chiama in causa il vantaggio secondario della malattia freudiano o, per dirla con Lacan, quel godimento che ti tiene attaccato al sintomo.

Quale funzione assolve dunque l’esorcista che accoglie queste persone?. Lo si evince dalle parole di un giovane protagonista del corto: ‘ Se non sono posseduti sono pazzi’. Cinica visione binaria di come il legame sociale possa accudirti o metterti all’angolo. Un’affermazione che indica come questo rituale funga da elemento di protezione e di calmieramento del disagio psicologico, permettendo a chi ne soffre di essere reintegrato in seno alla comunità, senza passare dalla porta della diagnosi clinico-psichiatrica, che si rivelerebbe assai piu’ ghettizzante. Un protagonista dice: ‘se stai male si corre il rischio che ti diano del pazzo, e di incappare in un TSO. Ma tu, lo sai cosa è un TSO? La liberazione dal demone dunque come scelta più tollerabile, meno segregante. Del demonio si possono eliminare le tracce, dallo stigma e dai pregiudizi che purtroppo ancora la malattia mentale porta con sé, no.
Quel giovane, dovendo fare i conti con una sessualità vivace e, per certi tratti perversa, si salva dalla medicalizzazione sostenendo che, gli ‘ è stato diagnosticato un demone. Il demone della sessualità’. Mirabile formula capace di condensare in un’unica mossa la sofferenza individuale, la causa esterna, il rimedio rituale che allontana il centro di salute mentale e toglie l’abito delal colpa dalle sue spalle. Il demone, agente patogeno che viene da fuori, dunque estirpabile, delocalizzatile in un pantheon locale di diavolacci straccioni, irretiti dalle litanie e dalle formule dialettali del sacerdote. La malattia mentale viene da dentro, il demone, ancorché rurale, proviene da fuori , dal circondario della città dunque li può essere ricacciato.

Segue qui:

http://www.lettera43.it/it/blog/la-stanza-101-lo-sguardo-di-uno-psicoanalista-sul-contemporaneo/2016/12/17/libera-nos-a-maloox-disturbi-psichici-esorcisi-e-demoni-di-periferia/4479/

Troppi adolescenti dall’esorcista, l’allarme dello psicologo”

Tanti casi a Modena città e provincia. Maurizio Montanari del centro Libera Parola: “Spesso sono solo troppo indisciplinati”

di Viviana Reggiani, ilrestodelcarlino.it, 11 dicembre 2016

«CI siamo trovati dinanzi a pazienti che hanno riferito, nell’infanzia, di essere stati portati da ‘esorcisti’ della nostra zona (ovviamente nessuno appartenete alla schiera di quelli riconosciuti dal Vaticano), per essere sottoposti a rituali per cacciare l’immondo, a fronte di quelli che erano semplicemente atteggiamenti adolescenziali (riottosità, indisciplina). Altri hanno raccontato di essere stati ‘esorcizzati’ perché provenienti da famiglie bigotte ancora portatrici della malefica, arcaica e inestirpabile idea nefasta che l’omosessualità sia una malattia da ‘guarire’, attribuita all’intervento del maligno».

E’ un fenomeno di cui nessuno parla o che tanti, forse, preferiscono nascondere: ma esiste anche nella nostra provincia. Casi e casi di bambini e adolescenti ritenuti ‘posseduti’ o ‘indemoniati’ solo perché affetti da sindromi assolutamente diagnosticabili e note, spesso affidati alle ‘cure’ di fattucchieri o fantomatici esorcisti ritenuti capaci di ‘estirpare’ il maligno dalle loro anime; di farli tornare ‘normali’ se omosessuali. A far luce sull’inquietante realtà è lo psicoanalista Maurizio Montanari del centro Libera Parola.

«Ci siamo trovati a commentare, con i colleghi, memorie di questi pazienti, che sono ben più numerosi di quanto si possa pensare. Ma a sollevare nuovi spunti di riflessione è stata la recente proiezione avvenuta proprio a Modena nei giorni scorsi del documentario ‘Liberami’, uno spaccato che ben descrive quali sono le tipologie di ‘utenti’ che si rivolgono all’esorcista». Una parrocchia con la sala di attesa piena, come nel documentario, alla luce del sole, mette al riparo dall’azione di operatori dell’occulto autonominati, molte volte biechi fattucchieri ed imbroglioni in cerca di denaro, con poca attenzione alla fede e alla salute mentale. E’ possibile dare al fenomeno dell’esorcismo una lettura che va al di là della sua connotazione religiosa, cercando di indagare in quali maglie della società queste modalità di ‘liberazione’ facciano presa, e a quali scopi rispondano.

Segue qui:

http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/esorcista-adolescenti-1.2746440

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