Ospiti – Gramaglia: “Mi dica tutto ciò che le passa per la mente…”

di Giancarlo Gramaglia, psicologo-gramaglia-torino.net, 13 gennaio 2017

Freud durante tutto il suo lavoro fa costante riferimento alla lingua parlata. In ogni momento il suo riferimento stabile è a ciò che al paziente viene in mente. Invita a dire qualsiasi cosa anche ciò che sembra apparentemente inutile potrà rivelarsi significativa. La conseguenza è che la regola psicoanalitica fondamentale consiste nel non abbandonare mai il “dire tutto, senza omettere alcunché di ciò che viene in mente”.(1)

Durante i cinquant’anni ed oltre della costante elaborazione e rielaborazione del suo lavoro rimane ininterrottamente ancorato nel prendere solamente in esame la lingua parlata del soggetto. Troviamo continuamente il riferimento alla lingua popolare in quanto oggetto delle sue indagini nelle sue opere: dal motto di spirito all’analisi laica, dall’ interpretazione dei sogni fino agli ultimi suoi scritti. Questo modo di lavorare di Freud sulla lingua parlata è un capovolgimento sconvolgente e significativo di tutta un’epoca, basti osservare a come nel suo tempo Wittgenstein, Russell, o Frege trattassero e lavorassero il linguaggio.

Giacomo Contri nel 2004 chiama Logoclastia quel trattamento oltraggioso e di denigrazione che viene fatto da millenni alla lingua parlata: “un processo di diffamazione della lingua in quanto parlata: questa sarebbe irrimediabilmente imprecisa, equivoca, oscura, non rigorosa, insomma non logica, incompleta, inconcludente. Irredimibilmente terrena-terrona com’è, allora bisogna fondare una logica con un “linguaggio” senza corpo (salvo il “corpo” del computer). E’ il lacaniano “discorso del padrone” moderno”.(2)

Segue qui:

http://www.psicologo-gramaglia-torino.net/giancarlo_gramaglia/articoli/141-mi-dica-tutto-cio-che-le-passa-per-la-mente.html

Note

  1. Per le diverse esposizioni della regola psicoanalitica fondamentale si veda in particolare delle O.S.F. Bollati Boringhieri, nel vol. 6 Tecnica della psicoanalisi (1911-1912), pag. 513-541 e nel vol. 7 Nuovi consigli sulla tecnica della psicoanalisi (1913 -1914) pag. 329-374.

  2. http://societaamicidelpensiero.it/wp-content/uploads/041117BB_GBC3.pdf

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