Thanopulos: “La sponda dei crimini dell’odio”

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 14 gennaio 2017

Secondo dati della Polizia di Londra e dell’Fbi, i crimini dell’odio (legati al pregiudizio nei confronti della diversità) hanno avuto una forte impennata dopo il referendum sulla Brexit e l’elezione di Trump. Sembra che, almeno in Gran Bretagna, questi crimini siano poi tornati ai livelli precedenti. Resta il fatto di una loro correlazione innegabile con due vittorie elettorali della xenofobia.
Indubbiamente sentirsi dalla parte dei più agisce come una legittimazione dell’aggressività nei confronti dei diversi (sul piano del colore della pelle, della religione, dei costumi, delle preferenze sessuali) e dei marginali. Pure come autorizzazione della sua estrinsecazione. Freud ha spiegato la trasmissione dei sintomi isterici (i fenomeni di “isteria” di gruppo) mediante un meccanismo di identificazione: tra più individui si stabilisce un legame per analogia su un punto (un’affinità psichica) e quando in uno di loro l’elemento comune estrinseca il suo potenziale patologico, la stessa cosa accade anche negli altri. La patologia si propaga come il fuoco tra oggetti infiammabili contigui.
Nel caso delle manifestazioni emotive morbose di massa della nostra epoca, la contiguità si stabilisce attraverso il processo di omogeneizzazione, indifferenziazione delle reazioni psicologiche che è tipico di un assetto psichico collettivo difensivo (come quello che sfocia nel rigetto della diversità). L’esplosione di un comportamento distruttivo in questo o in quell’altro individuo si trasmette facilmente ad altri individui parimenti vulnerabili, a condizione che questo comportamento, che agisce come detonatore di ulteriori e più violente esplosioni, abbia la risonanza necessaria. I mezzi di comunicazione agiscono da amplificatori in misura che va ben oltre il diritto all’informazione.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/6584

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