Haim Baharier: “Da Abramo a Noè, ecco il volto segreto degli eroi biblici”

di Antonio Gnoli, repubblica.it, 20 gennaio 2017

Isacco era disabile, con Babele nacque il fascismo… Così lo studioso delle Scritture interpreta in modo originale le storie più celebri

Alcuni episodi della Bibbia ci sono oltremodo familiari. Averne più volte sentito i racconti, invece di stancarci ci colloca su quel crinale in cui l’attesa si mescola alla curiosità intellettuale nei riguardi di un Dio che apparentemente regola tutte le mosse di una storia. Qual è allora la nostra libertà di lettura? Come interpretare, ad esempio, il sacrificio di Isacco? O in che modo accogliere l’insensata e infinita costruzione di una Torre che prenderà il nome di Babele? Haim Baharier, le cui origini polacche e francesi sono cresciute nelle radici del mondo ebraico, da anni pratica una esegesi biblica di particolare efficacia, dove cabala e commento talmudico si intrecciano vertiginosamente. Egli terrà una serie di lezioni al Teatro Eliseo di Roma, a partire da dopodomani: “Nella Torah”, mi dice, “ci sono due volti che si fronteggiano, ogni tanto si sfiorano, ogni tanto si allontanano, qualche volta si fondono: quello narrativo e quello normativo”. Si tratta, come vedremo, di una distinzione carica di conseguenze.

Vuole spiegare cosa rappresentano questi due volti?
“Vi è spesso tra le narrazioni bibliche e le regole comportamentali molto concrete, che la Bibbia indica, un cortocircuito logico. Pensiamo alla narrazione della nascita di Isacco, la madre Sara ha 90 anni, il padre Abramo 100. Una nascita miracolosa, che ha come conseguenza il nome stesso del nascituro, che significa “colui che riderà” “.

Come interpretarlo?
“Io parto da una considerazione che non ha nessuna evidenza apparente, ma che si nutre di numerosi indizi: Isacco è un disabile. Per questo la gente ride di lui. Perfino Ismaele, il fratello più grande, ride di lui”.

È un riso di scherno?
“Certo, ma il riso domina tutto il racconto. Anche Sara ride quando le annunciano che a 90 anni avrà un figlio. Ma lei accetterà rapidamente la condizione del figlio. Abramo no. È tormentato e alla fine deciderà di sopprimerlo. A quell’epoca in Mesopotamia non erano affatto eccezionali i sacrifici umani di bambini, molto spesso disabili”.

Segue qui:

http://www.repubblica.it/cultura/2017/01/20/news/haim_baharier_da_abramo_a_noe_ecco_il_volto_segreto_degli_eroi_biblici_-156468156/?ref=search

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