Recalcati e Thanopulos sui fatti di Codigoro: “Quei figli senza senso di colpa”

Responsabilità e colpa dei figli

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 20 gennaio 2017

Un sedicenne ha ucciso a Codigoro i genitori con l’aiuto di un amico, pagato mille euro. Massimo Recalcati ha convocato, come strumento di interpretazione, un “convitato di pietra”: il senso di colpa. Subordinando, impropriamente, Edipo  al dettame biblico “Onora tuo padre e tua madre” gli ha attribuito un senso di colpa per il suo parricidio. Cavandosi gli occhi, per espiare la colpa, Edipo avrebbe accettato il potere repressivo della “Legge” sul suo desiderio, interiorizzandola. Incapace di esperire la colpa e di vivere la lacerazione di Edipo, l’omicida di Godigoro avrebbe, invece, agito, avulso dalla “Legge”, per eliminare le limitazioni dei genitori alla sua vita senza pensiero. Recalcati sovrappone la morale all’etica e il senso di colpa al senso di responsabilità. Edipo si acceca per esiliarsi dal mondo dei vedenti, non perché si sente colpevole della morte dei genitori. Ha voluto vedere a occhi aperti, di giorno, quello che si vede a occhi chiusi, in sogno, di notte (la sua hybris). Nell’accecarsi, assume la responsabilità del suo destino, non paga un debito nei confronti delle leggi, umane o divine che esse siano. La responsabilità nei confronti di sé e dell’altro è il valore a cui tende la tragedia greca e non il riconoscimento in un senso di colpa di derivazione cristiano-ebraica.

Segue qui:
http://www.psychiatryonline.it/node/6600

Quei figli senza senso di colpa. Una fredda frivolezza dietro l’omicidio di Codigoro

di Massimo Recalcati, repubblica.it, 13 gennaio 2017

Quello che più colpisce dell’atroce delitto di Codigoro è l’assenza di senso di colpa nei due giovanissimi assassini. Del figlio innanzitutto, ancora più del suo sanguinario complice. La motivazione del suo gesto appare sconcertante nella sua semplicità: «Non sopportavo più le loro prediche», «volevo liberarmene». La grande tragedia di Edipo re di Sofocle, riletta da Freud, ha elevato la ferocia del figlio Edipo che assassina il padre a paradigma di una scena universale: ogni figlio vuole liberarsi di suo padre e dei suoi genitori per realizzare il proprio desiderio. Il conflitto tra le generazioni, lo sappiamo, è un passaggio fondamentale nel processo di umanizzazione della vita. Necessariamente l’esistenza di una Legge implica anche la tendenza alla sua violazione trasgressiva. Ma Edipo, che realizza la più estrema della trasgressioni, porta anche su di sé le marche dei terribili crimini del parricidio e dell’incesto. Per questo al termine della tragedia si cava gli occhi con i fermagli dei capelli di sua moglie e madre Giocasta. A dimostrazione che la Legge si è iscritta nel suo corpo nella forma del senso di colpa per ciò che ha commesso.

Segue qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/01/13/quei-figli-senza-senso-di-colpa31.html?ref=search

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