Thanopulos: “Blue Jasmine: l’inganno come destino”

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto, 3 febbraio 2017

Il film di Woody Allen Blue Jasmine, il più tragico dei film sulla crisi finanziaria, mostra oggi una potenza di rappresentazione che al suo apparire non era del tutto dispiegata. Narra la caduta di una donna dell’alta borghesia newyorkese, finita “in bolletta” dopo l’arresto di suo marito, un ricco uomo d’affari.
Ancora sotto l’effetto di un crollo psichico, lei si rifugia nel modesto appartamento di sua sorella a San Francisco. Faticosamente, ambiguamente sembra adattarsi alla nuova vita. Il contrasto tra la vita fatua di Jasmine a New York, narrata in flashback, con la vita grama, a ma più a contatto con la realtà e con le emozioni, a San Francisco, mette in rilievo la divisione nel mondo interno della protagonista.
Le strade delle due sorelle, non consanguinee, sono state divise dallo sguardo della madre adottiva. Bella, slanciata, elegante, Jasmine, dotata di “geni buoni”, è stata predestinata dalla madre a un grande avvenire, mentre  Ginger, la sorella priva di qualità, diseredata dalla natura, è stata esiliata in un futuro di sfigata. Il racconto del loro ritrovarsi, dialoga nel film con il racconto  dello svelamento dell’inganno in cui aveva vissuto, nel suo mondo ovattato,  la sorella privilegiata. Ricoperta d’oro dal marito, aveva preferito non vedere il loschi traffici di lui e i suoi reiterati tradimenti.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/rubrica/4788

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