Su Massimo Fagioli

Fagioli, lo psichiatra che disse “Freud è un sadico imbecille”

Morto a 85 anni. Adorato dai seguaci, cacciato dalla Società Psicoanalitica Mentore del regista Bellocchio, fu accusato di averlo plagiato

di Michela Tamburrino, lastampa.it, 14 febbraio 2017

«Ciao Massimo. Con te perdiamo il nostro più grande interlocutore». È l’addio della rivista Left al suo collaboratore Massimo Fagioli, neuropsichiatra, scrittore, intellettuale, morto a 85 anni ieri mattina nella sua casa romana.  Nato a Monte Giberto, in provincia di Ascoli Piceno, il 19 maggio del ’31, un passato da partigiano che indirizzò la sua vita, fu una figura controversa, molto amata e molto avversata, anche per aver fondato una scuola psicoanalitica basata sulla lettura dei sogni e sul ritorno all’esperienza della nascita. E proprio a questa ricerca e alle origini sul pensiero dell’uomo dedicò la sua vita di studi. Laureato a pieni voti nel ’56 in Medicina, dopo la specializzazione in neuropsichiatria fece le prime esperienze nei manicomi di Venezia e di Padova, dove riuscì a portare i pazienti fuori da quelle mura per poi passare alla guida di una comunità terapeutica in Svizzera. Quindi l’ingresso nella Società Psicoanalitica Italiana e la clamorosa espulsione, quando sostenne che le teorie di Freud erano «fregnacce» e che lo stesso era «un vecchio sadico imbecille». Dopo una lunga analisi personale durata dieci anni, Fagioli scrive, nel 1970, il suo capolavoro teorico, Istinto di morte e conoscenza, diffuso in migliaia di copie e tradotto in molte lingue, libro che racchiude le scoperte fondamentali della teoria della nascita con le quali lo psichiatra ha rivoluzionato la conoscenza della mente umana a partire dalla scoperta dell’origine biologica del non cosciente, secondo la quale il pensiero umano inizia alla nascita con la reazione alla luce. Teorie approfondite nei libri La marionetta e il burattino e Psicoanalisi della nascita e castrazione umana.

Segue qui:

http://www.lastampa.it/2017/02/14/cultura/fagioli-lo-psichiatra-che-disse-freud-un-sadico-imbecille-9vMZAzBOGEfUPREKI8rIeM/pagina.html

Addio a Fagioli, lo psicanalista rosso che si permise di fare le pulci a Freud

Lutto nel mondo della scienza, morto il professor Massimo Fagioli. Aveva 85 anni, negli ultimi tempi si era avvicinato a Bertinotti

di Stefano Zecchi, ilgiornale.it, 14 febbraio 2017

C’è chi anticipa i propri temi, chi rimane indietro e chi è figlio del suo tempo, come lo psichiatra Massimo Fagioli, morto ieri a 85 anni. Il suo tempo è quello della grande illusione sessantottina, del ribellismo a tutto e a tutti, che Fagioli interpreta sia per ciò che riguarda la psicoanalisi, sia la politica. Le sue due frasi celebri, che dicono molto più di tanti discorsi chi fosse davvero Fagioli, sono queste: «Le teorie freudiane sono tutte fregnacce» e «Una persona sana di mente non può non essere di sinistra».

La prima frase ha comportato l’ovvia espulsione dalla Società di psicoanalisi, la seconda lo ha collocato a pieno merito sul piedistallo della tipica arroganza della sinistra culturale, per cui esiste lei e tutto il resto è schifo; ma non solo, per Fagioli chi non aveva la fortuna di ricevere in dote il suo orientamento politico, era malato. Lui, ovviamente, non si prendeva cura di quegli irrecuperabili malati di mente non di sinistra, infatti la sua attenzione era tutta rivolta ai propri compagni di strada. Una folta schiera di nomi famosi: è la guida spirituale di Fausto Bertinotti, di Pietro Ingrao, di Giuliano Pisapia, di Sandro Curzi e, più o meno, di tutta la galassia di estrema sinistra. Ma il suo magistero non si fermava ai capi, aveva istituito le celebri analisi di gruppo, molto in voga nei primi anni Settanta, a cui partecipavano veri e propri adepti: i fagiolini. Alcuni lo hanno perfino criticato di aver fondato una setta, plagiando i discepoli.

Segue qui:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/psicanalista-dei-sessantottini-1363799.html

È morto Massimo Fagioli, psicanalista controverso

di Raffaella De Santis, repubblica.it, 13 febbraio 2017

I suoi seguaci si chiamavano “fagiolini”, che un po’ ricorda i “sorcini” fan di Renato Zero. Lui, Massimo Fagioli, era il guru, lo psichiatra che aveva rifiutato Freud dicendo che le sue teorie erano “fregnacce”, quello che flirtava con Fausto Bertinotti e che parlava di rivoluzione mettendo insieme la sinistra e le malattie mentali, la rivoluzione e l’interpretazione dei sogni. Parlava lentamente, ipnoticamente, colorando il linguaggio specialistico e sofisticato con termini a volte grevi. Personaggio e studioso controverso, fondatore di una scuola di psicoanalisi antifreudiana si era duramente scontrato con la Società italiana di psicoanalisi. Irrituale anche nel look: camicie e bretelle colorate, capelli candidi arruffati, barba incolta da saggio socratico. Le sue sedute di analisi collettiva nello studio trasteverino erano frequentatissime. L’ingresso era libero e arrivavano fiumi di persone, tra cui molti semplici curiosi. In realtà Fagioli aveva alle spalle un curriculum serio prima di diventare un santone pop “consigliere” di politici e intellettuali.

Segue qui:

http://www.repubblica.it/cultura/2017/02/13/news/morto_massimo_fagioli-158222109/

Morto Massimo Fagioli, psichiatra dell’analisi collettiva. Il ricordo di Bellocchio: «Mi ha salvato la vita»

Il regista: «Quello che ha pensato, ha scritto, ha fatto prima o poi si imporranno, anche se questo riconoscimento varrà per i sopravvissuti e per le generazioni future». Quel rapporto con Bertinotti che si chiuse bruscamente nel 2009

di Paolo Conti, corriere.it, 13 febbraio 2017

Il telefono squilla, il regista Marco Bellocchio risponde subito. Ha appena saputo della scomparsa di Massimo Fagioli, neuropsichiatra, personaggio complesso e controverso, teorico dell’analisi collettiva e a lungo amico del regista. Bellocchio ha appena preparato una riflessione in cui ammette che lo psicoanalista scomparso gli ha «salvato la vita».
Chiede che le sue parole vengano riportate così come le ha scritte. Eccole: «La morte di Massimo Fagioli non è una tragedia umana perché tutti dobbiamo morire (a meno che si consideri ogni morte una tragedia e non un evento naturale soprattutto quando non è traumatica).È un po’ una beffa perché la cultura dominante ostinatamente ha tentato di soffocare, negare, frammentare la sua teoria e la sua straordinaria capacità di curare la malattia mentale (cura individuale prima, e poi collettiva). Mi ha salvato la vita nonostante i contrasti degli ultimi anni. Quello che ha pensato, ha scritto, ha fatto prima o poi si imporranno, anche se questo riconoscimento varrà per i sopravvissuti e per le generazioni future poiché Massimo Fagioli non credeva nell’aldilà e perciò non ne avrà alcuna gratificazione personale».
Segue qui:

http://www.corriere.it/cultura/17_febbraio_13/morto-massimo-fagioli-ricordo-regista-bellocchio-bc42677c-f20b-11e6-976e-993da0ec45b6.shtml

È morto lo psichiatra e psicoanalista Massimo Fagioli, collaboratore della rivista “Left”

di Redazione, ilpost.it, 13 febbraio 2017

È morto lo psichiatra e psicoanalista Massimo Fagioli: era un medico specializzato in neuropsichiatria che aveva fondato una scuola di psicoanalisi antifreudiana. Fagioli era considerato vicino agli ambienti di sinistra e per qualche anno il suo nome venne associato a quello di Fausto Bertinotti, ex segretario del Partito della Rifondazione Comunista ed ex presidente della Camera dei deputati (a lungo, più in generale, Fagioli era stato raccontato dalla stampa come “consigliere” e “guru” di persone legate in qualche modo alla sinistra). Nonostante il loro successo, le teorie psicoanalitiche di Fagioli e in particolare le sue posizioni sull’omosessualità sono state molto contestate dagli altri psicoanalisti, al punto da portare a uno scontro con la Società italiana di Psicoanalisi e alla successiva radiazione. Fagioli era anche uno dei fondatori della casa editrice L’asino d’oro e della rivista settimanale Left, per cui scriveva la rubrica Trasformazione. Aveva 85 anni.

http://www.ilpost.it/2017/02/13/morto-massimo-fagioli/

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