Thanopulos: “Il cemento dentro di noi”

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 18 febbraio 2017

Mentre Susanna Camusso denunciava la crescente diseguaglianza in cui sprofondiamo, è diventata palese la posta in gioco a Roma: la colata di cemento che sta per abbattersi sulla sua periferia. Gli speculatori parlano di politica industriale. Sostenuti dal fatto che per i nostri governanti non è affatto chiaro il rapporto tra industria e speculazione edilizia (a Roma come a Messina). L’industria ha, storicamente, una natura ambigua, svolgendo contemporaneamente due funzioni opposte: produrre oggetti d’uso; riprodurre se stessa come sistema di profitto e di potere. La produzione di oggetti d’uso per la soddisfazione di bisogni (eliminare tensioni psicofisiche sgradevoli) e di desideri (appagare esigenze culturali e estetiche, espressione dell’eros per la vita) è tanto più appropriata quanto più è in accordo con il principio di uguaglianza. L’uso degli oggetti richiede il rispetto per chi li ha prodotti e per coloro con cui ci mettono in relazione quando li usiamo. Richiede, inoltre, la cura degli oggetti, un’attenzione curiosa e sensibile verso le loro caratteristiche e le loro potenzialità d’uso, come pure la cura nei confronti di se stessi attraverso la personalizzazione del rapporto con essi. Non si può prendere cura di sé senza un’attenzione nei confronti delle cose usate e non si riesce a coltivare questa attenzione senza curare le proprie relazioni con gli altri.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/6650

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