Recalcati, Silva e altri sulla scissione del PD

Crollo a sinistra. Manca il leader “grande padre”

di Karen Rubin, ilgiornale.it, 25 febbraio 2017

Per Massimo Recalcati, psicoanalista ed editorialista su la Repubblica, la scissione che si sta consumando all’interno del Pd, angosciando gli elettori che, come lui, con il cuore e la ragione guardano a sinistra, non ha il carattere improvviso del trauma, ma è un processo logorante che ha origini lontane. Cacciari riconduce i motivi della scissione all’inconciliabilità tra le due anime interne al partito, quella cattolica-sociale e quella socialista-comunista, troppo eterogenee perché stiano insieme. Questo escluderebbe una responsabilità diretta di Renzi che, sempre secondo lo psicoanalista, sarebbe inviso ai suoi detrattori perché rappresenterebbe la forza del cambiamento, fenomeno temuto dai comuni mortali e massima ispirazione per gli esperti della mente. Ogni terapeuta auspica per il suo paziente la capacità di reinventarsi in una situazione di vita migliore. Negli ultimi vent’anni, sostiene Recalcati, la sinistra, che oggi si oppone a Renzi non ha realizzato nulla, e il no alla riforma costituzionale, ambita dall’ex premier, sarebbe l’esempio lampante di una resistenza al cambiamento agognato. In politica però il mutamento spesso non è cosa buona, perché genera incertezza e instabilità.

Segue qui:

http://www.ilgiornale.it/news/politica/qui-e-ora-1368500.html

Miracoli e scissioni

Basta con questa storia di stare insieme per la patria, quando ci si odia è meglio il divorzio

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 22 febbraio 2017

Premessa. Ci sono i cosiddetti gay, uno diverso dall’altro, sicchè Socrate non è Nureyev, e ci sono gli omosex, quelli che pensano di essere tutti uguali – omos – l’uno con l’altro, tutti figli dello stesso partito, e vorrebbero stare uniti, solo con qualche sfumatura di grigio o di rosso o di papavero. E invece no, è impossibile. Ciascuno differisce dall’altro, e fin da se stesso. D’Alema non è Renzi, mettetiamocelo bene in testa, e non è questione di giusto o ingiusto o bontà e cattiveria, D’Alema non è Renzi perché neppure Renzi è Renzi, tutto incessantemente trasmutando. Dio ci ha fatti diversi nei secoli e nei giorni, teniamone conto.

Tempo fa, forte della mia magia blu, invece di compiangere il povero Renzi ne decretai la vittoria, quale intravidi chiaramente nella sua sconfitta, che altro non era che il modo machiavellico di stanare i traditori per poi darli in pasto ai cani. Quel tempo è arrivavo, finalmente, e si spera che questa scissione si avveri che se no davvero è una gran rottura, ma di coglioni. Evviva il divorzio quando non se ne può fare a meno, quando l’odio ha superato ogni confine, perché non si tratta di ideologie eccetera, ma semplicemente di tirarsi un cazzotto, di spaccarsi il cranio, magari come nel film di Scorsese quando il grande Joe Pesci spappola la testa del suo sbeffeggiatore, con gran sollazzo dei cittadini spettatori, che questo altro non siamo, e vogliamo godercelo almeno questo, visto che paghiamo il biglietto, il bigliettone. La si smetta con questa storia di stare insieme a favore della patria, come lo si stesse a favore dei figli, qui non c’è nessun favore ma solo pestaggio allo stato puro.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2017/02/22/news/scisisone-pd-rossi-emiliano-speranza-meglio-dividersi-121651/

Scissione Pd, quei dem sul lettino dello psicanalista

Ciò che sta avvenendo non ha il carattere improvviso del trauma, quanto piuttosto quello di un lento logoramento non trattato nei tempi giusti. Laddove l’opera di mediazione incontra un limite invalicabile, cosa resta da fare?

di Massimo Recalcati, repubblica.it, 22 febbraio 2017

Nelle letture politiche della scissione in corso nel Pd il coro sembra essere giustamente unanime: la scissione è il frutto di una irresponsabilità che coinvolge entrambi i contendenti. Con una penale per chi — Matteo Renzi — avrebbe avuto più mezzi per provare ad arrestarne il decorso. È indubbio che chi col cuore e con la ragione guarda a sinistra non può che sentirsi angosciato e smarrito. Gli psicoanalisti nel loro lavoro quotidiano si occupano continuamente di separazioni e, dunque, conoscono bene il dramma che le accompagna. Scompaginamento, incertezza per il futuro, trauma della perdita, vacillamento della propria identità, rottura col proprio passato. Ma la scissione del Pd non ha il carattere improvviso del trauma, quanto piuttosto, come spesso accade nelle separazioni della vita individuale e di quella collettiva, quello di un lento logoramento che non è stato trattato nei tempi giusti.

Segue qui:

http://www.repubblica.it/politica/2017/02/22/news/scissione_pd_quei_dem_sul_lettino_dello_psicanalista-158890834/

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