Maiolo: “Il coraggio di educare”

Abbiamo dato importanza al piano cognitivo trascurando quel nascosto territorio della vita interiore che aziona comportamenti e risposte reali

di Giuseppe Maiolo, ladigetto,it, 9 aprile 2017

Li incontro quasi ogni giorno ormai, andando nelle scuole e parlando con loro di Internet, dei social, delle attività che si fanno e dei rischi che si possono correre in rete. Sono i nativi digitali che io chiamo i pollicini, perché ad una velocità impressionante per me, tardivo digitale, messaggiano e chattano ovunque si trovino. Sanno tutto, o quasi, di quello che si può fare in Internet e conoscono bene cosa è necessario evitare e quello che può essere pericoloso. Gli pongo delle questioni e mi rispondono. Espongo loro i mie dubbi tecnologici e mi danno indicazioni, spesso consigli azzeccati. Parliamo dei Social e delle chat, della necessità di stare attenti a non postare dati personali, foto, messaggi offensivi e tutti in genere mostrano di sapere come comportarsi. Se chiedi loro cos’è il bullismo e il cyberbullismo, ti dicono esattamente cos’è, magari a partire da esperienze personali che hanno fatto un po’ tutti prima o poi.

Segue qui:

https://www.ladigetto.it/permalink/64122.html

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