Recalcati: Il lapsus di Heidegger

di Massimo Recalcati, repubblica.it, 27 aprile 2017

Le polemiche sull’adesione al nazionalsocialismo e sul suo antisemitismo rinfocolate con la pubblicazione dei “Quaderni neri” hanno oscurato il potente contributo che Martin Heidegger ha dato alla cultura e al pensiero occidentale. In particolare è stata sommersa dalla polemica storico-politica un’opera grandiosa come “Essere e tempo” la cui prima edizione risale all’aprile del 1927, novant’anni fa. Poche sono le opere che cambiano il nostro rapporto col mondo. “Essere e tempo” è stata per molti suoi lettori una di queste. Il Cogito, la Ragione, lo Spirito, l’Idea, l’Essenza lasciano traumaticamente il posto alla scoperta del territorio accidentato dell’esistenza. Non si dovrebbe trascurare l’effetto spaesante di questa scoperta. Finalmente in un’opera di filosofia dal respiro ampio — all’altezza della “Metafisica” di Aristotele o della “Fenomenologia dello spirito” di Hegel —, non troviamo più al centro la dimensione ineffabile dell’Essenza, ma l’evento singolare dell’esistenza e lo “spessore del mondo”, come direbbe Merleau- Ponty. È la tesi di Essere e tempo: l’esistenza non dipende da un’essenza data a priori, ma si determina nel suo progetto, nel suo essere gettata e aperta all’orizzonte del mondo.

Segue qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/04/29/il-lapsusdiheidegger44.html?ref=search

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